INFRASTRUTTURE: UNIONCAMERE, A TRIESTE E VARESE LA DOTAZIONE MIGLIORE
Trieste e Varese, ma anche Roma e
Firenze sono le province piu' ''attrezzate'' d'Italia per la
dotazione di infrastrutture economiche (trasporti al netto
dei porti, energia e ambiente, Tlc, reti bancarie e servizi)
e sociali (scuole e univerista', ospedali, strutture per la
cultura e il tempo libero).
Nuoro, Oristano, Isernia e Matera
quelle che invece posseggono le infratrutture piu' carenti.
Il gap tra centro Nord e Mezzogiorno del Paese resta insomma
davvero pesante: lo dice la fotografia scattata dalla ricerca
di Unioncamere e Istituto Tagliacarne presentata oggi a
Brescia in occasione della 127ma assemblea degli
amministratori camerali, che calcola la dotazione di
infrastrutture, sia per quanto riguarda quelle dedicate alle
imprese che per quelle utilizzate dalle famiglie.
Il Rapporto disegna un'Italia a due velocita': sono solo
33 le province che presentano un indice di dotazione
infrastrutturale complessiva pari o superiore alla media.
Tutte le altre, la stragrande maggioranza ubicate del
Mezzogiorno, evidenziano deficit piu' o meno grandi.
E,
soprattutto, lo scarto tra Centro-Nord e Sud, tra il 2000 ed
il 2007, ha subito solo una limatina: era 36,6 nel 2000 (la
media Italia e' uguale a 100), ed e' divenuto 35,5 nel 2007.
A guadagnarci, peraltro, sono state solo le famiglie: le
infrastrutture sociali del Meridione, infatti, si attestano a
79,9, con un miglioramento rispetto al 2000 di 2,6 punti.
Quelle di trasporto e, piu' in generale, quelle destinate
soprattutto alle imprese, invece, registrano addirittura un
peggioramento, sebbene lieve (da 76,9 del 2000 a 76,5 del
2007).
Migliora di un soffio, invece, la dotazione di
infrastrutture economiche del Centro-Nord (da 113,4 a 113,5
nel 2007), mentre peggiora la dotazione sociale (da 114,3 del
2000 a 112,4 del 2007).
Approfondimenti:
Banca d'Italia
Abi
Ministero della Sanità