CAMERA: PRESIDENZA A DI PIETRO, NESSUN GIUDIZIO ESTERNO SUI DEPUTATI
Nessun giudizio esterno al
parlamento, specificamente di natura penale, e' possibile sul
comportamento dei deputati nella loro attivita'
parlamentare.
Per tale sindacato esistono regole e organi di natura
interna, parlamentare.
E' quanto ricorda la presidenza della Camera ad Antonio Di
Pietro, presidente di Italia dei Valori, che oggi in un
intervento in aula durante l'esame degli emendamenti al
decreto su Alitalia, aveva sostenuto la rilevanza penale
(truffa aggravata) nel comportamento dei deputati 'pianisti'
della maggioranza che votavano in aula anche per conto di
loro colleghi assenti.
La presidenza della Camera ha ricordato il precedente del
conflitto di attribuzioni risolto dalla Corte Costituzionale
nel 1996 (sentenza n.379) a seguito della denuncia penale
fatta sempre per un voto da 'pianista' a carico dei deputati
Flavio Bonafini e Paolo Tagini da parte del deputato Taddei.
La Camera sollevo' l'eccezione di di conflitto di
attribuzioni e la Corte stabili' ''non puo' essere ammesso,
in simili casi, un sindacato esterno da parte dell'autorita'
giudiziaria''.
La Corte Costituzionale sulla base di questi
presupposti, fa osservare la presidenza, che ''non spettava
all'autorita' giudiziaria procedere nei confronti dei
deputati per l'asserita contestazione relativa alle modalita'
di votazione''.
In sostanza, la sentenza della Corte ''ha
espressamente stabilito che la materia della regolarita'
delle votazioni appartiene integralmente all'autonomia
regolamentare delle Camere e non e' qualificabile sul piano
del diritto penale''.
Approfondimenti:
Di Pietro
La Camera dei Deputati
Sito Alitalia