RIFIUTI: CONFARTIGIANATO, 15.000 POSTI A RISCHIO TRA ARTIGIANI E PMI
''L'emergenza rifiuti rischia di
alimentare e alle aziende dell'indotto del sistema
turistico''.
Il presidente di Confartigianato Giorgio
Guerrini e il presidente di Confartigianato Campania Antonio
Campese esprimono preoccupazione per le pesanti ripercussioni
sul sistema produttivo campano.
Guerrini cita i dati elaborati dall'Ufficio studi della
Confederazione sulla base delle stime di riduzione del 30%
degli ordinativi gia' registrate nel settore agricolo:
''L'impatto sulle 10.789 imprese alimentari attive in
Campania e' quantificabile in una possibile diminuzione del
fatturato pari a 3,8 miliardi e in una riduzione delle
esportazioni pari a 438 milioni.
Inoltre sono a rischio oltre
15.000 posti di lavoro.
In particolare, per quanto riguarda
gli effetti sulle imprese artigiane e sulle imprese fino a 20
addetti, che rappresentano il 96,6% del totale delle aziende
del settore, la perdita di fatturato potrebbe essere
superiore a 1 miliardo, con una diminuzione di 56 milioni
delle esportazioni e 9.300 posti di lavoro a rischio''.
''Ma - avverte il presidente di Confartigianato - il
rischio e' che il danno d'immagine estenda i suoi effetti
negativi un po' a tutti i prodotti manifatturieri della
regione.
Non solo.
Le conseguenze potrebbero propagarsi a
tutto il Mezzogiorno''.
''Tra il 1997 e il 2005 - sottolinea, da parte sua, il
presidente di Confartigianato Campania, Antonio Campese -
l'emergenza rifiuti in Campania e' costata 865 milioni.
Ma la
nostra Regione e' anche la piu' cara d'Italia per quanto
riguarda le tariffe: una famiglia di 4 persone spende infatti
244 euro all'anno, il 24% in piu' rispetto alla media
nazionale''.
red/mcc/rob