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L.ELETTORALE: PATTO A 4 PARALIZZA VERTICE A PALAZZO CHIGI

Il patto a quattro tra Pd, Fi, Prc e semplice giro di tavolo l'attesa verifica programmatica di maggioranza sull'economia e sulla politica dei redditi convocata oggi a Palazzo Chigi.
Sdi, Udeur, Verdi, Pdci e Italia dei Valori non hanno perso l'occasione per porre sul piatto della bilancia della tenuta del governo una questione ritenuta per loro di vita o di morte. Clemente Mastella aveva avvertito con largo anticipo, prima di varcare il portone di Palazzo Chigi che non avrebbe avallato nessuna decisione programmatica, seguendo la riunione in silenzio, fino a che' non avesse ricevuto rassicurazioni sulle vere intenzioni dei pesi massimi dell'Unione sulla legge elettorale.
Posizione puntualmente confermata dal capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris seduto davanti alle delegazioni dei partiti dell'Unione: ''Vogliamo sapere prima se mentre noi collaboriamo gli altri tirano a fregarci''.
Non ha certo aiutato a stemperare le preoccupazioni dei 'piccoli' la decisione del Pd di accelerare la definizione della proposta Bianco in Commissione Affari Costituzionali del Senato senza attendere il pronunciamento della Consulta sul referendum.
Il segretario dei socialisti Enrico Boselli e' intervenuto per chiedere di posticipare la presentazione del testo-base. Manuela Palermi, rimasta alla riunione in rappresentanza del Pdci dopo l'uscita dalla sala di un perplesso Oliviero Diliberto, intravede sulla partita nuove alleanze e rinfocola le polemiche.
La Sinistra democratica con il ministro Fabio Mussi, ha provato a 'salvare' il varo del confronto sui salari proponendo di trasferire la patata bollente su un tavolo di consultazione apposito.
I Verdi, gia' immersi in un clima da assedio per la mozione di sfiducia al ministro Alfonso Pecoraro Scanio sulla gestione dell'emergenza rifiuti, avallano dopo una breve consultazione con gli altri dissidenti, la proposta di un vertice di maggioranza da tenere prima della presentazione della bozza Bianco.
Senza rinunciare tuttavia a una vera e propria verifica di governo sulla legge elettorale, annunciata da Prodi nella conferenza stampa di fine anno.
La promessa di un'estrema mediazione affidata al ministro Vannino Chiti, per un giro di consultazioni tra i capigruppo della maggioranza prima dell'inizio del dibattito al Senato, chiude a quel punto l'empasse e permette al premier di riprendere la discussione su salari, aliquote e rendite finanziarie, necessariamente proiettata, secondo i conti di Padoa-Schioppa, in un orizzonte temporale tra il giugno del 2008 e la finanziaria del 2009 che il governo deve ancora conquistarsi, ma sul terreno delle riforme. Cer/lus/ss