CALCIO: BRIATORE, NON INVESTO IN ITALIA PER COLPA DELLA CASTA
Nel calcio inglese la competizione
Cosi' Flavio Briatore, che in un'intervista al settimanale
Gq, in edicola in questi giorni, spiega le ragioni
dell'acquisto del Queens Park Rangers per 90 milioni di
euro.
Una cifra che gli avrebbe permesso di comprare anche un
club italiano.
Ma, spiega Briatore, in Inghilterra ''sei sul
mercato e giochi in una competizione pulita, dove le regole
non hanno chiaroscuri.
Una sfida con un unico metro di
giudizio: il merito.
Ecco perche' qui ci sono investitori da
tutto il mondo, mentre in Italia neanche uno.
La casta degli
eletti, che gestisce il calcio e ogni altro aspetto della
societa', dalla finanza alla politica, non ti permette
nemmeno di partecipare.
Figurati di vincere.
Quindi -
continua - me ne sto alla larga.
A me piace essere giudicato
solo per i risultati''.
Calciopoli, secondo Briatore non e' nient'altro che ''lo
specchio di quello che succede in Italia.
Qual e' il vero
scandalo? Ognuno cercava di ottenere tutti i vantaggi che
poteva, ma non c'e' mai stato scambio di denaro.
E la Juve ha
pagato un prezzo decisamente troppo alto.
Tutti avrebbero
voluto fare quello che faceva Moggi: non ci riuscivano.
Tutti
lo cercavano e poi, dopo le intercettazioni, tutti pronti a
saltare giu' dal carro.
Intendiamoci: Moggi era un male
necessario per chi voleva vincere in Italia''.
Nessuna nostalgia del 'Bel Paese': ''Non ci torno piu'.
In
Inghilterra vivo, lavoro, ho casa.
In Italia non ho niente,
non mi lega niente'', conclude il patron della Renault.
red/cam/ss