BCE: TRICHET NON APRE AL TAGLIO TASSI, MA NON UCCIDE LA SPERANZA
La Bce ha lasciato i tassi di
lasciato intendere come non ci siano ancora le condizioni per
tagliare il costo del denaro.
Ha pero' evitato di uccidere la
speranza.
Atteggiamento in qualche modo ''cerchiobottista''.
Trichet ha ricordato come ''restino elevati i rischi di
inflazione'', dovuti anche alla corsa dei prezzi delle
materie prime.Avvertendo che non sarebbe una buona idea
pianificare, nei rinnovi contrattuali, l'indicizzazione dei
salari.
''Il tasso di inflazione e' destinato a rimanere
significativamente sopra il 2% nei prossimi mesi'' ha
spiegato il numero uno dell'Eurotower.
Ha rafforzato questa posizione ricordando l'andamento dei
tassi di crescita delle grandezze monetarie.
M3 e i prestiti
alle istituzioni non finanziarie viaggiano a velocita' doppia
e tripla rispetto al Pil nominale.
Una situazione decisamente
differente dal quella degli Usa, dove il razionamento del
credito si e' mostrato evidente.
A corredo, il richiamo agli obiettivi statutari della Bce:
''il mantenimento della stabilita' dei prezzi nel lungo
termine''.
Pero', Trichet non ha ucciso le speranze per un taglio dei
tassi di interesse entro fine anno.
In particolare, va
segnalato l'accento sulla crescita economica dell'Eurozona
ora ''moderata'' e con rischi ''orientati al ribasso''.
E, poi, sulla dinamica dell'inflazione ''temporaneamente
alta''.
Insomma, molto sembra dipendere dai dati sui prezzi
al consumo dei prossimi mesi.
Nel giorno dei nuovi massimi storici dell'euro su dollaro
e sterlina, nessuna loquacita' sulle valute, ma solo la
doverosa deplorazione ''dell'eccessiva volatilita'''
men/sam/rob