GOVERNO: I DUBBI DI BERLUSCONI, RIDURRE O AZZERARE I VICE? (IL PUNTO)
''Si va per approssimazione'',
ad affermare con certezza che il nodo relativo ai
viceministri sia stato sciolto in maniera definitiva.
E in
casa Pdl si invita ad attendere ancora qualche ora, in vista
di una scelta che verra' presa da Silvio Berlusconi entro
questo week-end, visto che lunedi' mattina si riunira' il
Consiglio dei ministri per nominare i sottosegretari.
Ma sulla vicenda delle deleghe, da assegnare subito o meno
a 5-6 viceministri, ''e' ancora da definire la funzionalita'
che si vuole dare al governo''.
E cosi', se da una parte
nessuno nega che il premier abbia pensato, o stia ancora
pensando di non nominare nei prossimi giorni viceministri,
attendendo magari l'autunno per 'spacchettare' i dodici
dicasteri con portafoglio, dall'altra c'e' chi pronostica che
alla fine la nomina di alcuni vice avverra'.
Magari, fanno notare le stesse fonti parlamentari di Forza
Italia, i viceministri non saranno dieci - forse la meta' -
ma immaginare che il resto della squadra sia composto solo da
sottosegretari potrebbe essere per ora una forzatura.
In
attesa che il puzzle venga interamente composto, lunga
riunione nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio e i
vertici azzurri (tra i quali i ministri Claudio Scajola,
Angelino Alfano, Sandro Bondi, Elio Vito e Mariastella
Gelmini, oltre al capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio
Cicchitto, e il neocoordinatore Denis Verdini), alcuni dei
quali lasciando Palazzo Grazioli si limitano a ripondere ai
cronisti con frasi di circostanza.
Prendendo per buona, al momento, l'ipotesi che il
Cavaliere abbia voluto reagire nelle scorse ore alle continue
pressioni degli alleati, minacciando solo a parole di
rivedere i piani iniziali, lo schema che circola e' piu' o
meno delineato.
Sul fronte del Welfare, archiviata l'ipotesi
che la delega alla Salute possa finire alla leader dei
Circoli delle Liberta', Michela Vittoria Brambilla, in pole
position la nomina di un 'tecnico', Ferruccio Fazio.
A
ricoprire di nuovo il ruolo di viceministro con delega al
Commercio estero sarebbe invece Aldolfo Urso, esponente di
Alleanza nazionale.
Il leghista Roberto Castelli sarebbe poi il vice di Altero
Matteoli alle Infrastrutture, per occuparsi del Nord, come
caldeggiato anche oggi dal leader del Carroccio, Umberto
Bossi.
''Altrimenti le strade chi le fa?'', si e' chiesto il
Senatur, convinto che ''Berlusconi vuole aspettare un po', ma
deve dare le deleghe subito, perche' cosi' si inizia a
lavorare''.
Reputa in ogni caso una ''buona cosa ridurre il
numero dei viceministri'' il responsabile della
Semplificazione, Roberto Calderoli, anche se, sottolinea,
''rispetto a materie cosi' grosse all'interno dei vari
ministeri penso che un viceministro possa esserci
dall'inizio''.
Se cosi' fosse, l'azzuro Paolo Romani potrebbe andare alle
Comunicazioni e Giuseppe Vegas (sempre Fi) all'Economia:
spetterebbe inoltre un posto da viceministro all'Mpa di
Raffaele Lombardo (in pole position Giovanni Pistorio).
Sul fronte sottosegretari (senza viceministri potrebbero
essere 37), la Brambilla (a colloquio con Berlusconi oggi sia
in mattinata che in serata) potrebbe andare allo Sviluppo
economico con delega al Turismo, mentre a Gianfranco
Micciche' - anche lui in serata ha incontrato il Cavaliere -
potrebbe occuparsi di Cipe o Mezzogiorno.
Infine, a chiedere
un ''riconoscimento nel governo per Franco Cardiello'', e di
conseguenza per Azione sociale, e' Alessandra Mussolini.
vlm/mcc/ss