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SICUREZZA: BERSELLI, PROSTITUTE VIA DA STRADE, ESERCITINO A CASA PROPRIA

''Veramente il mio intendimento era solo quello di affrontare finalmente il problema della prostituzione, con un approccio anche soft.
Il mio obiettivo finale e' quello di togliere le prostitute dalle strade.
Senza nessun moralismo e senza persecuzioni.
Chi vuole esercitare lo faccia a casa propria, privatamente, come del resto accade per la maggior parte delle prostitute italiane''.
Il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, e' quasi travolto dalle polemiche suscitate dal suo emendamento al decreto legge sulla sicurezza in tema di prostituzione, emendamento che prevede il foglio di via per chi viene trovato a prostituirsi lontano dal proprio luogo di residenza.
''E invece i giornali hanno titolato 'espulsione per le prostitute clandestine' - si rammarica Berselli - e cosi' parlamentari, esponenti cattolici, molte donne mi bersagliano di critiche.
In realta' solo perche' non conoscono il mio emendamento''.
Ma il polverone e' stato grande, tanto da indurre lo stesso presidente a considerare con favore il suo spostamento dal decreto legge al ddl sulla sicurezza, ''perche' il decreto va approvato subito e senza intoppi'' se si vuole ragionare meglio su latro, ci sono i modi per farlo e sono d'accordo''.
In effetti, spiega ancora il presidente della commissione Giustizia, l'emendamento a sua firma (insieme a quella di Vizzini) prevede soltanto il foglio di via per chi viene fermato a prostituirsi lontano dalla residenza.
''Nessuna espulsione - sottolinea - perche' se si tratta di prostitute clandestine queste vengono espulse in quanto clandestine non in quanto prostitute, se invece si tratta di straniere regolari o italiane, queste dovranno sottostare al foglio di via, che se non osservato prevede al massimo l'arresto fino a 6 mesi.
Lo dico con chiarezza, una sanzione all'acqua di rose, che pero' voleva sollevare un problema ed iniziare a risolverlo.
Invece e' venuto giu' un diluvio''.
Ecco che il presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno ha ipotizzato l'introduzione del reato di prostituzione (oggi non previsto dal nostro codice) includendo la correita' per il cliente in flagranza, il ministro Maroni parla di quartieri a luce rosse sul modello di Amburgo, mentre da piu' parti si invoca la riapertura delle case chiuse.
''Per carita' - reagisce sconsolato Berselli - io non dico che tutte queste proposte non siano da valutare con attenzione, mi limito ad osservare che se il mio piccolo emendamento ha sollevato tante polemiche e diverse opinioni, figuriamoci cosa solleverebbero queste iniziative.
Se oggi fanno le barricate in strada per le discariche, cosa succederebbe ai cittadini di un quartiere 'scelto' per diventare a luci rosse? O bisognerebbe pensare a costruirne uno ex novo? Lo vedo un po' complicato, nient'altro.
Altro invece riportare nell'alveo delle scelte private e nella discrezione della propria abitazione, quello si esercitare il mestiere piu' vecchio del mondo, che non si potra' certo cancellare per legge.
Ma niente piu' scempio nelle pubbliche vie, con grande disagio di chi altro ci vive, o con l'imbarazzo di certi spettacoli davanti a bambini e minori''.
''La cosa piu' importante - conclude Berselli - e' affrontare concretamente e con realismo il problema della prostituzione e soprattutto trovare provvedimenti su cui possa convergere il massimo dell'assenso parlamentare.
Bisognera' prevedere una sanzione per chi esercita sulle strade, scegliendo tra quelle piu' opportune''.
''E c'e' un'altra cosa - aggiunge in extremis Berselli - non mi si accusi di voler criminalizzare le prostitute senza pensare alle degenerazioni, come quelle della riduzione in schivitu'.
Il reato di prostituzione nel nostro codice non esiste, ma la legge Merlin prevede il grave reato di sfruttamento della prostituzione, cosi' come l'art.18 della Bossi Fini affronta la piaga della schiavitu'.
Non si puossono reintrodurre reati che esistono gia', il mio emendamento va 'assolto' per questo...''.

Approfondimenti:
Senato della Repubblica
Il sito del Governo