INTERCETTAZIONI: CASELLI, NON ESCLUDERLE MA VIETARNE PUBBLICAZIONE
Le intercettazioni non devono essere
escluse perche' cosi' facendo ''si mette a rischio la
sicurezza dei cittadini''.
Deve pero' essere impedita la pubblicazione per difendere
la privacy.
E' il parere di Giancarlo Caselli, procuratore
capo di Torino ed ex procuratore nazionale antimafia,
intervistato da Radio 101.
''Che le intercettazioni siano uno strumento utilissimo,
in molti casi decisivo, per scoprire la verita', e' un dato
assolutamente incontestabile.
Le intercettazioni - ha
spiegato il magistrato - sono utilissime non solo quando si
tratta di mafia o terrorismo, ma anche quando si tratta di
malasanita', corruzione, collusione, reati
economico-finanziari, omicidi non di mafia, rapine,
estorsioni, sequestri, traffico di droga, di rifiuti, di
esseri umani, appalti truccati, pedofilia.
Escludere le
intercettazioni significa mettere a rischio la sicurezza dei
cittadini''.
''La tutela della privacy - ha concluso Caselli - e' un
problema grave e delicato.
Bisogna innalzare barriere
rigorose, invalicabili, per impedire la pubblicazione di
notizie che riguardano soggetti terzi, menzionati nelle
intercettazioni ma estranei alle indagini, o di notizie che,
pur riguardando soggetti indagati non sono oggetto del
procedimento.
Compito del legislatore e' tuttavia quello di
trovare il giusto equilibrio tra le esigenze investigative,
quelle di tutela della privacy, ma anche le esigenze di
informazione sul procedimento non appena siano superate le
fasi di segregazione per non pregiudicare l'inchiesta''.
Approfondimenti:
Garante per la Privacy
Il sito della DIA
Le Radio on-line
Istat
Ministero della Sanità
Organizzazione Mondiale della Sanità