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INTERCETTAZIONI: BONGIORNO (AN), FARLE SOLO QUANDO SONO INDISPENSABILI

''Creare un archivio riservato dove vengano catalogate tutte le carte e rendere tracciabile chi entra nell'archivio.
Solo cosi' si conoscerebbe chi ha accesso a quei falconi e si renderebbe sanzionabile, finalmente in maniera effettiva e non in modo astratto come ora, il soggetto reo della fuga di notizie''.
E' la proposta lanciata da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia alla Camera, durante la trasmissione di Gr Parlamento Rai, '60 Minuti', condotta dal direttore Bruno Socillo, in merito al dibattito sulle intercettazioni.
Per la Bongiorno, ovviamente, prima di poterne parlare in maniera efficace bisognera' vedere il testo.
''Ma cio' che e' certo e' che nel codice e' gia' previsto che le intercettazioni possano essere previste solo quando sono indispensabili.
Ma al contempo e' certo che parte della magistratura, senza generalizzare, ne fa un uso anche quando non e' indispensabile.
Quindi bisognerebbe cercare di ricondurre la scelta di fare intercettazioni solo quando non ci sono altri strumenti investigativi.
Come fare? Io credo che il vero problema oggi sia che e' il pm il soggetto che conosce bene il fascicolo processuale, mentre il gip, ovviamente, non puo' averne la stessa profonda conoscenza.
Pero', allo stesso tempo, e' il gip a dare le autorizzazioni''.
''Per risolvere questo problema - spiega la presidente della Commissione Giustizia della Camera - noi dovremmo affidare la facolta' di concedere l'autorizzazione non a un singolo giudice ma ad un organo collegiale che puo' ponderare meglio la scelta.
Cosi' facendo ridurremmo il numero delle intercettazione disposte, e a questo punto avremo una netta collocazione delle intercettazioni soltanto tra quelle cosiddette utili, le uniche che vanno fatte e che non rappresentano materiale da gossip.
Limitare la sorgente quindi per avere un gusto afflusso a valle''.
Infine la Bongiorno ha toccato il problema della fuga di notizie.
''Il vero problema - spiega - e' l'individuazione del soggetto che ha le ha divulgate.
Sotto questo punto di vista c'erano delle interessanti proposte anche nel disegno di legge di Mastella.
Proprio per questo occorrerebbe creare un archivio riservato.
Cioe' fare in modo che queste carte vengano archiviate e a quel punto tracciare nell'archivio chi entra, perche' cosi' facendo si conoscerebbe chi ha accesso a quei falconi e si renderebbe finalmente sanzionabile, effettivamente e non in modo astratto, il soggetto reo della fuga di notizie''.

Approfondimenti:
La Camera dei Deputati