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GOVERNO:VERTICE PER RILANCIO UNIONE E RISPOSTE A SINDACATI E MONTEZEMOLO

Un vertice di maggioranza per minacciato lo sciopero se non verranno date assicurazioni sull'alleggerimento del fisco sulle buste paga, e alle richieste del Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che sollecita il taglio di altri 5 punti del cuneo fiscale. C'e' parecchia carne al fuoco per il tavolo di domani, presieduto da Romani Prodi e a cui parteciperanno i segretari dei partiti di maggioranza (per Walter Veltroni e' il primo vertice in qualita' di leader del Pd), i capigruppo di Camera e Senato, i ministri Padoa Schioppa, Damiano, Bersani. Sullo sfondo una coalizione con divisioni al proprio interno, che ha faticato per approvare la legge finanziaria e il ddl sul welfare.
Oggi i diniani sono tornati all'attacco: hanno fatto sapere che parteciperanno al vertice e chiedono al governo ''risposte chiare'', rifiutando qualsiasi pratica dilatoria.
E' ovvio che per le decisioni sulla riduzione fiscale e' necessario attendere i dati della trimestrale di cassa, ma questo non significa, spiegano i liberaldemocratici, che fino a quel momento si dovra' galleggiare.
''Ogni giorno che passa prima di decidere sui programmi di riduzione della spesa - afferma Lamberto Dini - essenziali per rilanciare lo sviluppo, e' un giorno perso''. A suo favore Prodi ha gli ultimi dati Istat sul deficit dei primi nove mesi del 2007.
Il rapporto all'1,3% sul pil non era mai stato cosi' basso dal 1999.
Segno che le politiche economiche messe in campo funzionano e che la spesa pubblica, su cui tanto batte Dini, e' sotto controllo. Sul fronte della sinistra, al momento sono riuniti i segretari di Prc, Pdci, Sinistra Democratica e Verdi, per preparare la strategia in vista della verifica. Un elemento unificante della maggioranza e' l'obiettivo di ridurre le imposte sui salari e migliorare il potere d'acquisto delle famiglie, con particolare attenzione per quelle con figli.
Sulle modalita' ci sono posizioni diversificate.
Il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, ha anticipato le richieste del Prc: in primo luogo ''ridurre la tassazione sui redditi medio bassi utilizzando le risorse della lotta all'evasione e il maggior gettito dall'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie''; in secondo luogo ''adoperarsi perche' si chiudano i contratti nazionali in modo che i profitti che in questi anni le imprese hanno accumulato vengano redistribuiti tra i lavoratori''.
Nell'ala centrista si pone piu' enfasi sulla produttivita'. Quella di domani, si sottolinea in ambienti di governo, sara' ''un'altra tappa, dopo la prima di ieri con i sindacati, per definire la politica economica dell'esecutivo, preparando il terreno ai successivi incontri''.
A breve saranno convocati gli industriali ed entro la fine del mese saranno sara' di nuovo la volta dei sindacati, che ieri hanno dicharato una 'tregua armata'.
Le decisioni sull'eventuale sciopero, hanno ribadito oggi Epifani, Bonanni e Angeletti, saranno prese dopo le risposte che verranno date dall'esecutivo a verifica conclusa.
In ogni caso, ''se cominciamo subito a parlare di detrazioni, questo basterebbe ad allontare lo sciopero'', anche se sulle cifre bisognera' aspettare la primavera. lsa/rf/lv