PRODUTTIVITA': PER MONDO LAVORO PIU' INVESTIMENTI O PAESE NON MIGLIORA
Investire di piu'. Per il mondo del
aumentare gli investimenti.
Imprenditori, sindacati, analisti
finanziari ed economisti concordano proprio su questo per
recuperare il gap produttivo che ci separa dagli altri paesi
europei.
Riflettendo sui dati diffusi ieri dall'Ocse da cui si
evidenzia che il nostro Paese e' ultimo per la crescita della
produttivita' del lavoro, il responsabile del centro studi di
Confcommercio, Mariano Bella spiega che ''il trend puo'
essere invertito qualora vengano realizzati investimenti in
infrastrutture materiali e immateriali, oltre che dalla
volonta' decisionale politica''.
Secondo Bella, pero', ''se
si inziera' a lavorare da subito, i primi risultati e
l'inversione di tendenza ci potranno essere tra 4-5 anni''.
Tra le misure da adottare con urgenza per Bella figurano:
''l'efficientamento della spesa pubblica, la riduzioni delle
imposte, investimenti in capitale umano ed in infrastrutture
materiali e immateriali''.
Sulla stessa linea anche il segretario confederale della
Cisl, Giorgio Santini, secondo il quale ''ci vuole una
terapia d'urto in tutti i settori, anche se il processo sara'
sicuramente lungo''.
Per Santini, in ogni caso, essenziale e'
''la volonta' politica, tradotta in coerenza di comportamenti
che giocherebbe un ruolo fondamentale per spingere gli
investimenti''.
Secondo il sindacalista, poi, ''si deve
elevare la qualita' dei servizi superando il corporativismo e
potenziando le liberalizzazioni nei servizi a vantaggio dei
consumatori, aumentando cosi' la competitivita'''.
Secondo Marigia Maulucci, segretaria
confederale della Cgil, ''per far crescere la produttivita'
si deve agire sull'innovazione sia dei prodotti che del
processo produttivo, inteso come riorganizzazione del lavoro
e della flessibilita' degli orari''.
Per la sindacalsta, in
ogni caso, fondamentale resta la ''volonta' delle imprese di
accrescere i propri investimenti definendo accordi con i
sindacati per sostenere quegli investimenti e lavorare per la
redistribuzione della produttivita'''.
Secondo la Maulucci,
pero', ''dobbiamo attrezzarci subito e prevedere un
intervento, sostenuto dalla volonta' politica, che spinga
verso una maggiore produttivita' attraverso investimenti in
infrastrutture, formazione e riqualificazione''.
La volonta' delle imprese di crescere e aumentare i propri
investimenti e' fondamentale per Andrea Brasili, economista
di Unicredit, per spingere la produttivita'.
''Nel nostro
sistema economico - spiega - quello che funziona poco e' il
premio per chi fa bene.
Ci sono imprese che funzionano bene
ed altre meno.
Quelle che non riescono, pero', devono imitare
le piu' brave che a loro volta devono convincersi a crescere
dimensionalmente''.
Il problema che frena gli investimenti -
sostiene Brasili - ''e' la mancanza di passaggio da imprese
micro a imprese macro, oltre che lo scarso ingresso di nuove
imprese nel sistema''.
Sul divario dell'Italia in termini di produttivita', con
gli altri paesi dell'Ue si e' espresso anche il Presidente di
Confindustria, uca Cordero di Montezemolo, secondo il quale
''l'Italia non merita di avere una crescita e una
produttivita' cosi' basse'', anche se ''purtroppo viviamo in
un paese in cui paghiamo piu' cari di altri le situazioni di
crisi economica''.
Per il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, invece, si
deve agire in due direzioni: ''prevedere incentivi verso le
imprese ma non a pioggia, vale a dire incentivi mirati ai
temi dell'innovazione e della ricerca e incrementare, come
prevede il protocollo del 23 luglio del 2007, il salario di
produttivita'''.
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