OLIMPIADI: SIMEONI, FARE I GIOCHI MA SENZA ACCENDERE IL BRACIERE
''Visto che questa fiamma continua a
braciere''.
E' la proposta avanzata da Sara Simenoni, campionessa
olimpica di salto in alto a Mosca nel 1980, durante
un'intervista a 'Panorama del Giorno' di Maurizio Belpietro.
''Propongo - ha aggiunto - di lasciare la fiamma spenta e
che in quell'occasione, nella cerimonia di apertura, ci sia
un momento di meditazione, meditazione generale''.
Secondo l'ex medaglia d'oro di salto in alto, infatti,
''anche il mondo sportivo deve meditare sulle sue colpe.
Se
si parla tanto di valori, morale, solidarieta' e liberta',
anche il mondo sportivo non e' esente da questo''.
Se il
fuoco e' spento, infatti il mondo ricordera' ''che c'e'
qualcosa di importante e per riaccenderlo bisogna fare tutti
qualche cosa''.
''Io - ha ricordato la Simeoni - ho partecipato sia alle
Olimpiadi di Mosca che a quelle di Los Angeles (nel 1984,
ndr), dove c'e' stato il boicottaggio da parte dell'America
una volta e da parte del blocco sovietico un'altra.
Pero'
mentre in quelle occasioni il boicottaggio e' stato per
eventi che non erano previsti quando il Comitato olimpico ha
assegnato le olimpiadi, questa qui invece e' una cosa che si
sapeva, perche' il problema del Tibet non e' dell'ultima
ora''.
Il Cio, nell'assegnare i Giochi alla Cina ''doveva essere
un attimino piu' accorto, ma siccome da alcuni anni quello
che conta di piu' e' il business, probabilmente - ha
sottolineato la Simeoni - il Cio si e' lasciato talmente
coinvolgere dall'importanza di quello che poteva dare come
ritorno l'Olimpiade a un Paese cosi' in evoluzione come la
Cina, che si e' passati sopra a tante cose'', ha concluso.
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