NEPAL: DA REGNO A REPUBBLICA, CRESCE VIOLENZA A 24 ORE DA VOTO STORICO
Sangue e democrazia. Un binomio che si
repubblicana in Nepal dopo 240 anni di monarchia.
Domani,
infatti quasi 18 milioni di nepalesi sono chiamati alle urne
per l'Assemblea Costituente che dovra' riscrivere una nuova
carta costituzionale dopo che, nel 2006, i maoisti di
Prachanda e le forze governative hanno firmato la tregua che
ha messo la parola fine alla guerra civile durata dieci anni
e costata 13 mila morti.
Ma benche' l'ottimismo sia tangibile, la violenza ha
segnato gli ultimi due giorni d'attesa pre-elettorale: ieri
sera sei attivisti maoisti, che vogliono l'immedita
estromissione del Re Gyanendra, sono stati uccisi dalla
polizia durante uno scontro tra rivali politici; sempre nella
giornata di ieri Rishi Prasad Sharma, candidato del Partito
Comunista del Nepal, e' stato assassinato a Surkhet; stamane
un altro uomo e' stato ucciso dalla polizia mentre era
impegnata nel tentativo di placare la rabbia della folla;
infine, un piccolo ordigno e' esploso davanti all'ospedale di
Kathmandu.
A rompere il muro del silenzio sulle elezioni e' stato lo
stesso sovrano, salito al trono dopo il massacro compiuto nel
2001 da suo nipote, il principe ereditario Dipendra, che
uccise l'intera famiglia reale prima di suicidarsi.
Gyanendra, ritenuto dai suoi sostenitori un dio hindu, ha
invitato i cittadini ''ad esercitare il proprio diritto
democratico in un ambiente onesto e libero''.
Secondo Bhasker
Gautam, analista politico e scrittore, il messaggio del re e'
un ''tentativo di dare un'impressione favorevole di
democrazia''.
Il leader maoista Pushpa Kamal Dahal, conosciuto con il
nome di capo Prachanda o compagno Prachanda (''il feroce'',
''il coraggioso''), dopo aver incontrato l'attuale Primo
ministro del governo ad interim, Girija Prasad Koirala, ha
invitato la popolazione alla calma anche se e' forte la
convinzione del suo movimento che ritiene che ad innescare la
violenza siano stati alcuni elementi stessi delle forze di
sicurezza nel tentativo di proteggere l'influenza del re.
Grande preoccupazione e' stata espressa dall'International
Crisis Group (ICG) che teme per la situazione nepalese,
soprattutto per il dopo elezioni.
Le prossime settimane,
durante le quali si determinera' il futuro del Paese, saranno
quelle piu' a rischio, con i maoisti che potrebbero
''rifiutare un'eventuale sconfitta''.
Comunque sia la transizione verso la Repubblica, stabilita
il 28 dicembre 2007 dal parlamento nepalese, si concludera'
e, con le elezioni di domani, lo storico stato cuscinetto tra
Cina e India cerchera' di voltare pagina.
(Piu'Europa).
red