TELECOM: ANCHE PER ANALISTI REAZIONE MERCATO FORSE TROPPO DURA
Dopo la secca reazione del mercato,
presentazione sia del preconsuntivo 2007 che del piano
triennale, espressione del nuovo management - viene da
chiedersi come mai gli operatori abbiano reagito cosi'
duramente a notizie che, tutto sommato, erano in linea con le
attese.
Anzi, sul dividendo c'era chi si aspettava tagli
maggiori.
Non puo' essere stato il fattore sorpresa, e
nemmeno i timori per un aumento di capitale che pare
tramontato, almeno per ora.
Quanto al taglio del dividendo
(passato da 0,14 euro per le ordinarie a 0,08, e da 0,15 euro
per le risparmio a 0,09) c'era chi diceva che la cedola
Telecom era troppo ricca per gruppo cosi' indebitato, e
quindi un suo ridimensionamento pare tutto sommato
opportuno.
Resta ancora da chiedersi chi ha venduto, e perche' cosi'
tanto, dato che il titolo e' in lettera da mesi e molti
analisti lo ritengono sottovalutato.
''Possiamo certo mettere in conto un po' di vendite allo
scoperto - commenta Alberto Sorrentino, gestore di Banca MB -
e possiamo anche mettere in conto la delusione di quelli che
avevano creduto in una possibile conversione a pagamento
delle risparmio in ordinarie.
Puo' anche darsi che qualcuno
sia rimasto male vedendo che il nuovo management, appena
arrivato, ha subito messo nel piano triennale un programma di
stock options di 10 milioni di azioni con uno strike (prezzo
d'esercizio) a 1,95 euro, contro gli 1,44 della quotazione di
ieri ed i 2,75 euro pagati dall'attuale gruppo di
controllo''.
Sono tutti elementi che possono giustificare una
reazione a breve degli operatori.
Un week end di meditazione dovrebbe rimettere le cose
nella giusta prospettiva.
''E la prospettiva giusta - come ha
ricordato Roberto Brasca di Anima sgr - deve tener conto del
fatto che a questi prezzi le Telecom ordinarie rendono il 6%
e le risparmio l'8%: sono rendimenti in linea alle altre tlc
in Europa, a fronte di un rischio assai limitato''.
E il mercato, probabilmente, se ne ricordera' lunedi'
prossimo all'apertura delle contrattazioni.
Ma al di la'
degli sbalzi emotivi, i problemi di fondo restano, come ha
detto lo stesso Franco Bernabe', preannunciando alcuni mesi
di tempo per perfezionare un nuovo piano triennale, da
presentare alla fine dell'anno.
Molte domande del mercato
sono quindi rimaste inappagate, ed e' da qui probabilmente
che scaturisce la delusione degli operatori: come potra'
Telecom investire per competere in Europa, se non ricorrendo
ad un aumento di capitale che probabilmente e' solo
rimandato? Come si potra' agire sul fronte dei costi (lo ha
preannunciato Bernabe') se non riducendo il personale,
ammesso che il nuovo governo glielo consenta? E d'altro canto
che successo puo' avere il road show che Bernabe' e Galateri
stanno per intraprendere allo scopo di riguadagnare il favore
dei grandi investitori stranieri, se resta la sensazione che
in Italia il governo intervenga troppo nella gestione di
grandi imprese come Telecom? ''France Telecom e Deutsche
Telecom - osserva un altro analista - hanno tagliato
20-25.000 addetti.
Adesso e' presto per dare un voto alla
nuova gestione.
Riparliamone a fine anno''.
som/cam/alf