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SPAGNA: VIGILIA ELETTORALE MACCHIATA DI SANGUE

E' una vigilia elettorale triste, in governare il paese ci sara' ancora il socialista Jose' Luis Rodriguez Zapatero o se gli spagnoli avranno preferito Mariano Rajoy, leader del Partito popolare. ''I partiti chiamano alla partecipazione massiccia al voto per rispondere al crimine dell'Eta'', titola ''El Pais''. ''Il terrorismo torna a dinamite la campagna elettorale e a condizionare le elezioni'', e' la scelta di ''El Mundo''. ''L'Eta non potra' mai piegare la democrazia'', titola ''La razon''.
''Abc'' urla a tutta pagina: ''L'Eta vota con uno sparo alla nuca''.
Tutti i quotidiani condannano l'attentato della ''banda terrorista'', come viene chiamata l'Eta nel linguaggio corrente della televisione e dei giornali.
Il titolo piu' efficace e' forse quello del quotidiano madrileno ''Publico'': ''Condannati a votare nel lutto''. E' infatti la seconda volta consecutiva che una campagna elettorale termina in anticipo.
Quattro anni fa, l'11 marzo 2004, furono le bombe di Al Qaeda alla stazione ferroviaria di Madrid a gettare il sipario sul comizi finali ma sulla voglia di saperne di piu' da parte degli elettori.
Questa volta a colpire e' stata l'Eta, l'organizzazione terrorista dei Paesi baschi.
Ieri la notizia che un killer aveva freddato Isaias Carrasco, 43 anni, operaio e figlio di immigrati, ex consigliere comunale socialista nella cittadina di Mondragon, con due colpi alla nuca mentre rincasava accompagnato da moglie e figlia, si e' sparsa in un baleno dopo le 13,30.
Il presidente Zapatero e' stato subito informato mentre stava per concludersi il meeting dov'era ospite a Malaga, in Andalusia.
Rajoy, da parte sua, non ha perso un minuto per esprimere il proprio cordoglio alla famiglia di Carrasco e al Partito socialista.
La decisione di sospendere gli ultimi comizi di campagna elettorale e' stata immediata.
Poi l'appuntamento alle 19, alla Camera per un seduta solenne.
In questo modo, quella di oggi, tradizionalmente dedicata al silenzio e alla meditazione come in ogni vigilia elettorale, si e' trasformata in un giornata di dolore.
E' tornata a colpire l'Eta, l'organizzazione da cui Zapatero - con un azzardato negoziato intessuto nei primi due anni della legislatura appena conclusa - ha cercato senza successo di ottenere la resa e l'abbandono della lotta armata.
Si e' trattato di un tentativo aspramente criticato dalla destra di Rajoy e conclusosi tragicamente il 30 dicembre 2006 con l'attentato dell'Eta all'aeroporto di Madrid che fece due vittime. Come puo' influire questo tragico assassinio sugli umori dell'elettorato e sull'esito finale del voto? E' impossibile prevederlo.
Le due forze maggiori, Partito socialista e Partito popolare, hanno scelto ovviamente la linea del reciproco rispetto e hanno evitato di riproporre di fronte al lutto le polemiche frontali degli ultimi due anni.
Ora tocca agli elettori dire la propria, ma da lunedi' prossimo chiunque governera' la Spagna dovra' rifare i conti un'altra volta con la piaga del terrorismo interno dell'Eta che chiede l'indipendenza dei Paesi baschi dal resto del paese. Gli ultimi sondaggi continuano a dare vincente Zapatero, anche se Rajoy ha ridotto le distanze: i socialisti sarebbero in testa con un 2,5% di voti in piu'.
Gli analisti prevedono che anche la Spagna possa correre il pericolo di un ''bipartitismo imperfetto'': socialisti e popolari potrebbero aggiudicarsi oltre il 90% dei seggi ma nessuno dei due partiti conseguirebbe quella maggioranza assoluta che permetterebbe di governare con un monocolore.
Zapatero, in questa eventualita', avrebbe il vantaggio di aver sperimentato nella scorsa legislatura l'appoggio esterno delle liste nazionaliste (da quelle della Catalogna a quelle della Galizia) che amano piu' la sinistra favorevole al federalismo che la destra nostalgica di uno Stato accentratore e autoritario.
Rajoy, invece, paga il fatto che il suo partito non ha alleati disposti a governare con lui. C'e' curiosita', infine, per conoscere il risultato di Izquierda unida, terza forza del panorama politico spagnolo, cugina della Sinistra-arcobaleno italiana.
I sondaggi danno solo il 4% a questo partito della sinistra radicale guidato da Gaspar Llamazares, che potrebbe eleggere solo tre deputati.
La politica di Zapatero che ha puntato con forza sull'ampliamento dei diritti individuali e sociali, oltre che sulla laicita' dello Stato, ha fatto terra bruciata alla sua sinistra.
gar/cam/alf