FOCUS ELEZIONI/PA: CISL A PDL, SU PUBBLICO IMPIEGO DEMAGOGIA PURA
''Se fossero queste la valutazioni del
intenzioni del centrodestra per razionalizzare la P.A.
viaggiano sulla scia della pura demagogia, che la classe
politica fa sfuggendo alle proprie responsabilita'''.
Fedele
alla sua tradizionale schiettezza, il segretario generale
della Cisl, Raffaele Bonanni, interpellato dall'Asca,
'liquida' con una battuta le basi del programma del Pdl per
una razionalizzazione della pubblica amministrazione, che
partono dalla formula berlusconiana dell'8 a 1 (ogni 8
pensionati una sola assunzione, come dire blocco del turn
over, sia pure con importanti valutazioni qualitative), ma
che prevedono anche riformulazione del memorandum sulla P.A.
recentemente siglato con il govarno e cancallazione
dell'Aran, l'agenzia pubblica preposta a contrattare i
contratti collettivi di settore.
In quanto a schiettezza non e' secondo a Bonanni il
segretario generale della funzione pubblica Fp-Cisl, Rino
Tarelli: ''Formula 8 a 1? Mi sa che al Pdl abbiano
informazioni datate.
Rispetto a tutti i Paesi Ue l'Italia ha
una media di dipendenti pubblici equivalente o inferiore, a
parita' di popolazione.
E' del tutto impossibile dare dei
numeri senza un progetto di ristrutturazione del settore,
previsto proprio da quel memorandum che il Pdl critica''.
''Se il 'punto dolens' del protocollo, poi, e' la
cogestione, vorrei sapere cosa significa.
Parlarne in modo
generico e' un modo semplicistico e inadeguato di affrontare
i problemi - prosegue Tarelli - il tema dell'assunzione di
responsabilita' e' fondamentale ad esempio, un tema che in
Italia viene interpretato come un fattore di rischio ed
invece e' un investimento molto oneroso che sta alla base di
criteri diversi come ad esempio quello della
produttivita'''.
Anche sull'eliminazione dell'Aran ''c'e' da capire che
cosa ci sia dietro'', insiste il segretario FP-Cisl.
''Per
noi e' fondamentale avere una controparte che abbia titolo e
che sia rappresentativa - spiega -.
Che si chiami Aran o
altro non importa.
Ma il punto e': che cosa si vorrebbe
mettere dopo la cancellazione dell'Aran? Si pensa ancora ai
contratti oppure ai dpr o alle leggi? L'idea insomma e' forse
quella di un ritorno alla gestione politica del pubblico
impiego anche sotto il profilo contrattuale, come ai tempi
passati?''.
Per Tarelli, ''una P.A.
stabilizzata in un modello epocale
fa molto comodo, perche' poi si puo' esternalizzare.
Noi
invece non vogliamo ne' creare oasi di privilegi per il
pubblico impiego ne' abbandonare a se stessi i lavoratori
pubblici, perche' tanto lavorano per lo Stato.
Il servizio
della P.A.
e' pubblico e deve avere garanzie pubbliche, ma il
lavoro e' lavoro.
E se serve il contratto serve qualcuno che
lo faccia.
Se la politica gestisce direttamente i propri
lavoratori, questa e' una scelta di sistema.
E' questo quello
cui punta e guarda il Pdl? Vorremmo capire prima di parlarne,
altrimenti si finisce con lo straparlare, come succede a
molti''.
njb/leo/alf