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FOCUS ELEZIONI/PA: CGIL A PDL, MEMORANDUM NON E' COGESTIONE

''Diffido sempre delle formule occupati.
Pensare davanti a questa realta' a ricette valide per tutti e' una sciocchezza''.
Inizia prudente Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica-Cgil, interpellato dall'Asca sulle linee programmatiche tratteggiate dal Pdl per la P.A.
e ricorda: ''Noi abbiamo gia' avuto modo di conoscere il comportamento del governo Berlusconi nella precedente legislatura: ricordo che quel governo concluse il suo incarico impedendo il rinnovo del contratto nazionale, mentre si e' contraddistinto per il blocco delle assunzioni, che ha portato alla situazione che conosciamo anche dalle cronache, per cui nel nostro Paese mancano costantemente e cronicamente gli infermieri, i vigili del fuoco, le maestre d'asilo, giusto per fare degli esempi''. Sia come sia, oggi il Pdl propone un blocco del turn over sulla base della 'formula' 8 a 1 (una assunzione ogni 8 pensionati), revisione del memorandum sulla P.A.
e cancellazione dell'Aran. ''Se, come dice Brunetta parlando di blocco del turn over 'qualitativo', si intende operare esaminando la situazione settore per settore, area per area, per trovare le soluzioni migliori - entra nel merito Podda - allora gli ricordo che e' proprio quanto afferma il memorandum sottoscritto con il governo.
Li' si parla proprio di affrontare un piano industriale suddiviso per settori, con un'attenta analisi dei servizi, e in relazione alle specifiche missioni commisurare necessita' finanziarie ed occupazionali.
A tutto questo il sindacato e' disponibile''. Ma c'e' di piu', aggiunge l'esponente Cgil; ''il sindacato e' aperto anche alla mobilita', sia pure adeguatamente supportata dal punto di vista economico, perche' senza dire a un dipendente che guadagna 1.200 euro al mese, ti devi trasferire in un'altra citta' vuol dire licenziarlo.
Aggiungo che il sindacato e' anche a disposizione ed aperto ad una misurazione dell'efficienza dei servizi e degli uffici legandola al salario.
Noi siamo qui, insomma, ma bisogna uscire dalle discussioni da bar.
Ci sono tante piccole azioni e piccole formule che si possono realizzare senza aspettare la catartica riforma della P.A., atti concreti che affrontano e risolvono problemi veri.
Finora invece abbiamo assistito solo ad un impoverimento delle risorse''. Gli esempi si sprecano, ma Podda ne cita solo due, particolarmente significativi.
''Come si fa - dice - a pensare ad una innovazione tecnologica della P.A.
con un'eta' media attuale dei dipendenti di 53 anni e senza significativi investimenti?''.
E ancora, ''oggi si parla tanto di sicurezza sul lavoro.
Ma si sa che la legge richiede, e giustamente, per gli ispettori autorizzati che fanno capo alle Asl il diploma di laurea, e che per un tessuto produttivo di 90 mila aziende in totale ci sono solo 1.460 ispettori? Ebbene, quando si dice, come ho sentito fare, utilizziamo allora gli esuberi, vuol dire non avere la piu' pallida idea del livello di specializzazione richiesto ed indispensabile, vuol dire non capire nulla''. ''Altra cosa e' invece agire sugli sprechi - incalza Podda - come pure sulle inefficienze, anche sul lavoro.
Parlo dei celebri 'fannulloni'.
Si sa che tra il 2005 ed il 2006 si e' proceduto nella P.A.
a licenziare 122 lavoratori per scarso rendimenti, assenze, dolo? Questo numero da solo dimostra che la normativa esistente rende possibile i licenziamenti.
Da chi dipende allora se queste norme vengono applicate, utilizzate o meno, se non dai responsabili, dalla dirigenze e dalla politica?''. Un discorso che porta dritto al tema della responsabilita' ed a quello della cogestione, che forse rappresenta il vero obiettivo della richiesta di revisione del memorandum da parte del Pdl. ''Tutto quello che ho detto finora non a nulla a che fare con la cogestione, non bisogna confondere - sottolinea Podda -.
Se il Pdl e' contrario alla cogestione, noi lo siamo anche di piu', come siamo assolutamente contrari all'autogestione, siamo invece per una dirigenza che faccia il suo mestiere assumendosene a pieno le responsabilita'''.
Sulla cancellazione dell'Aran, infine, Podda non ha dubbi. ''Spero che cosi' dicendo non si rimpiangano i tempi in cui era la politica che faceva i contratti - sospira - quelli, giusto per intenderci, che portarono alla costituzione di una commissione di inchiesta parlamentare per verificare i costi dei contratti dei pubblici dipendenti.
Spero che nessuno rimpianga quella fase e se si', si guardi a quanto ancora oggi succede nell'amministrazione siciliana, dove quel sistema vige.
Insomma - conclude Podda - la politica stia lontana dal negoziato e dai rinnovi contrattuali''. njb/leo/alf