8 MARZO: NAPOLITANO, ANCORA TROPPI SQUILIBRI A DANNO DELLE DONNE
Ci sono ancora troppi squilibri a
partire da una cultura che deve partire dalla base, dalle
famiglie.
Questa l'indicazione del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, nell'intervento svolto al
Quirinale in occasione della celebrazione della giornata
della donna.
Una situazione, ha sottolineato il Presidente, che ha
anche risvolti piu' pesanti quando - ed e' la realta' di
tante parti del mondo - si puo' parlare di vera e propria
condizione di subalternita' e di intolleranza con
macroscopiche ingiustizie e sofferenze.
Insomma, questa
l'indicazione del Presidente, occorre operare con decisione
per realizzare, ai vari livelli, una piena parita' di diritti
tra uomo e donna.
''Dedichiamo quest'anno l'8 marzo in Quirinale all'impegno
e all'intervento attivo delle donne nel difendere e far
progredire, dovunque nel mondo, i diritti e la democrazia.
A
Sessanta anni dalla Costituzione italiana e dalla
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, era questa la
scelta piu' giusta'' ha detto Napolitano che ha aggiunto:
''Il richiamo ai principi solennemente sanciti in quelle
Carte costituisce il presupposto e la base per ogni reale
avanzamento nella condizione della donna.
Possiamo ben dire
che viviamo nell''eta' dei diritti'.
Purche' non si
dimentichi quanto sia stato difficile ottenerne il
riconoscimento formale -in modo particolare per quel che
riguarda le donne- e quali ostacoli ancora si frappongano
alla loro effettiva, piena realizzazione.
La nostra Costituzione nacque in un clima storico e ideale
di eccezionale tensione innovativa e fu il frutto dei lavori
di un'Assemblea nella quale prevalsero soluzioni illuminate
grazie alla confluenza piu' nobile tra diverse ispirazioni
culturali e politiche.
Ma anche allora non fu facile giungere
a esiti soddisfacenti specie in materia di diritti della
donna.
Le deputate alla Costituente, le prime elette in
un'assemblea parlamentare italiana, dovettero battersi, ad
esempio, per evitare che nell'articolo volto a garantire che
i 'cittadini di ambo i sessi possano accedere agli uffici
pubblici' (e 'alle cariche elettive', si aggiunse poi), si
introducesse un limite chiaramente riferito alle donne con le
parole 'conformemente alle loro attitudini'.
Le Costituenti
diedero battaglia per far cadere quel limite, che rifletteva
un pregiudizio duro a morire.
E dovettero ancora battersi
perche' nell'articolo relativo ai concorsi e alle nomine per
i magistrati, non venisse iscritta la riserva : 'Possono
essere nominate anche le donne' (ma solo) 'nei casi previsti
dall'ordinamento giudiziario'.
Fu quindi approvato un ordine
del giorno per dissipare ogni equivoco e riserva.
Era il 26
novembre 1947''.
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