PD: RUTELLI FORSE PRESIDENTE DEL COMITATO PARLAMENTARE SUI SERVIZI
Dopo la sconfitta ad opera di Gianni
Rutelli tra i vicepresidenti del Senato.
Dopo l'elezione di
Vannino Chiti ed Emma Bonino (entrambi Pd), potrebbe essere
invece un'altra la destinazione per l'ex ministro dei Beni
culturali ed ex vicepresidente del Consiglio, cofondatore e
copresidente - assieme al francese Francois Bayrou, leader
del Mouvement democrate - del Partito democratico europeo
(Pde).
Rutelli potrebbe infatti essere eletto presidente del
Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
(Copasir), il prestigioso incarico di garanzia che spetta per
consuetudine istituzionale all'opposizione.
Nella scorsa
legislatura a presiedere il Comitato e' stato l'on.
Claudio
Scajola (Pdl), con la vicepresidenza del sen.
Massimo Brutti
(Pd).
Il Copasir e' un organo del Parlamento italiano con
funzioni di controllo sui servizi segreti.
Dal 2007 - grazie
alla riforma varata dal governo Prodi - sostituisce il
Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti
(Copaco).
Il Copasir e' composto da cinque deputati e
altrettanti senatori, nominati dai presidenti di Senato e
Camera, in modo da rappresentare proporzionalmente le diverse
forze politiche.
Il presidente del Copasir viene poi eletto
tra i componenti appartenenti ai gruppi parlamentari
dell'opposizione (per prassi costituzionale e non per obbligo
di legge).
Le sue funzioni di vigilanza sono disciplinate
dall'articolo 31 della legge 3 agosto 2007 n.
124.
Durante la
scorsa legislatura, oltre a Scajola e Brutti, il Comitato era
composto dai senatori Giuseppe Caforio, Milziade Caprili,
Alfredo Mantovano, Guido Possa e dai deputati Gianpiero
D'Alia, Roberto Maroni, Emanuele Fiano e Andrea Papini.
La riforma del Copasir rafforza l'autorita' del Comitato,
che puo' togliere il segreto di Stato su determinati
avvenimenti, se tutti i suoi membri sono d'accordo, e ha
sostituito Sismi, Sisde, Censis con Agenzia informazioni e
sicurezza esterna (Aise), Agenzia informazioni e sicurezza
interna (Aisi) e Dipartimento delle informazioni per la
sicurezza (Dis).
La riforma stabilisce anche che il segreto
di Stato possa durare al massimo quindici anni, rinnovabili
con altri quindici con un apposito decreto del presidente del
Consiglio.
Potrebbero essere cosi' presto desecretati
incartamenti riguardanti le stragi di piazza Fontana (1969),
Brescia (1974), Bologna (1981) e le bombe al treno Italicus
(1974).
L'attenzione e' puntata soprattutto sugli incartamenti
riguardanti il rapimento e l'assassinio dell'onorevole Aldo
Moro (1978).
Enrico Micheli, sottosegretario uscente alla Presidenza del
Consiglio con delega sui servizi segreti, aveva infatti fatto
sapere che dal mese di maggio sarebbe stato possibile
chiedere di visionare determinati documenti e tra questi
quelli riguardanti il 'caso Moro'.
Il nuovo presidente del Copasir avra' quindi il delicato
compito di concludere la messa in opera della riforma.
Proprio il regolamento sul segreto di Stato e i regolamenti
attuativi della legge di riforma avevano suscitato polemiche
dopo lo scioglimento anticipato della scorsa legislatura.
Aveva infatti dichiarato l'ex presidente del Copasir, Claudio
Scajola, dando semaforo verde solo alla nuova disciplina in
materia di segreto di Stato: ''I regolamenti di attuazione
della legge di riforma dei servizi di intelligence saranno
emanati nella prossima legislatura, dopo che il futuro
governo avra' acquisito il prescritto parere del nuovo
Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica''.
Negli ambienti del Pd che danno assai probabile l'elezione
di Rutelli a presidente del Copasir, si sostiene che c'e'
solo un'altra candidatura alternativa: quella di Arturo
Parisi, ministro della Difesa uscente.
gar/leo/bra