GOVERNO: PIANO D'AZIONE COMUNI.
BICAMERALINA RIFORME E DIALOGO SU ICI
Dialogo su Ici, Riforme, sicurezza e
quella della concertazione.
Pronto il nuovo Governo, il
Comitato direttivo dell'Anci (l'associazione nazionale dei
Comuni italiani), riunito questa mattina alla presenza anche
del neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha approvato un
ordine del giorno con il quale si sottolinea subito che i
Comuni vogliono ''concorrere significativamente alla nuova
fase politica'', avviando ''il dialogo e il confronto con il
Governo, con il Parlamento e con tutte le forze politiche''.
Allo stesso tempo pero' sono stati fissati alcuni paletti
inderogabili: l'abolizione dell'Ici sulla prima casa non
dovra' ricadere sulle casse dei Comuni e le Riforme e il
federalismo fiscale si fanno insieme.
Per questo il
presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, ha gia' chiesto un
incontro ufficiale ai neo ministri dell'Economia, Giulio
Tremonti, e delle Regioni, Raffaele Fitto, prima che il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi convochi
l'esecutivo per deliberare il taglio dell'imposta comunale
sugli immobili.
Un incontro pero' utile anche per concordare
un'agenda per le riforme che ''individui i temi oggetto del
confronto; ruolo, metodo e sedi; tempi e priorita'''.
RIFORME - Va istituita subito la Bicameralina integrata
con i rappresentanti delle autonomie territoriali, quale sede
privilegiata per l'elaborazione delle proposte riguardanti
l'assetto federale ed autonomistico, oltre che come primo
passo in vista della trasformazione del Senato.
A tal
proposito, l'Anci richiama l'urgenza di avviare una
discussione per dare fisionomia alla Camera delle Autonomie
territoriali per una piena rappresentanza degli interresi
degli enti territoriali.
L'Anci, allo stesso tempo, intende
imprimere una forte spinta riformatrice verso un piu'
avanzato assetto autonomistico.
A tal fine, ''va definita una
visione concordata e condivisa dell'evoluzione del sistema
istituzionale, che possa rappresentare la guida per
realizzare un rinnovamento efficace e benefico per il Sistema
Paese''.
FEDERALISMO FISCALE - L'Anci auspica che il dialogo sulle
riforme istituzionali porti all'attuazione di un federalismo
istituzionale che realizzi veramente l'autonomia locale,
nella specificita' di ciascun livello di governo e che
determini, in un quadro ragionato e coerente, un riordino del
sistema dei Comuni, in base ai principi di sussidiarieta', di
differenziazione e di adeguatezza, che dia sostanza sul piano
ordinamentale ed istituzionale alle differenze proprie fra i
Comuni grandi e medi e quelli di minor dimensione e che
assegni al governo delle grandi aree urbane del Paese
adeguato status, oltre agli strumenti per attuare politiche
utili a dare le soluzioni giuste ai problemi di dimensione
metropolitana.
Per questo l'Anci ha chiesto una sessione
straordinaria della Conferenza unificata dedicata al
federalismo istituzionale e fiscale per concordare la
fisionomia e i contenuti del nuovo sistema istituzionale.
Allo stesso tempo, l'Anci ha ribadito con forza la propria
posizione, secondo la quale l'attuazione del federalismo
fiscale deve muovere dagli obiettivi primari di semplificare
il sistema tributario e i rapporti fisco-cittadino e di
coniugare strettamente l'azione di riduzione della spesa
pubblica con la riduzione del carico fiscale nei confronti
dei cittadini e delle imprese.
Inoltre, un federalismo
fiscale ''ben temperato'' deve garantire ai Comuni e alle
Citta' metropolitane: autonomia e certezza nella gestione di
risorse finanziarie necessarie per l'esercizio delle
funzioni, con una oculata ripartizione delle entrate in
relazione alle attivita' svolte; allocazione della gestione
dei cespiti tributari in modo appropriato e trasparente tra i
diversi livelli di governo per esaltare l'autonomia e la
responsabilita'; giusto e accettabile equilibrio fra
l'autonomia dei territori; pari condizioni dei cittadini nel
soddisfacimento dei propri diritti e nell' accesso ai servizi
pubblici; condivisione degli obiettivi per ridurre i livelli
d'indebitamento, ai fini del rispetto dei parametri europei;
collaborazione e sinergia per assicurare lo sviluppo e la
crescita del Paese.
I Comuni si aspettano, dunque, dal
federalismo fiscale certezza e stabilita' dei flussi e
capacita' di programmazione, la disponibilita' di risorse
certe, stabili nel tempo e di regole per la stabilita'
finanziaria flessibili e capaci di coniugare il contenimento
del deficit con lo sviluppo e gli investimenti.
ICI - L'intervento di ulteriore sgravio sull'ICI prima
casa, secondo l'Anci, deve avvenire senza alcun effetto
negativo per i Comuni, costituendo una delle principali
entrate, dal cui gettito dipende in larghissima parte la
possibilita' di erogare servizi ai cittadini, con
l'esclusione delle unita' immobiliari di pregio.
Pertanto, l'Anci chiede massima certezza e garanzie,
mantenendo inalterato il grado di autonomia, su una
compensazione totale, dinamica e certa nonche' l'apertura di
un tavolo istituzionale che definisca nel dettaglio le
necessarie modalita' tecniche, affinche' sia assicurato il
livello di interazione fra i contribuenti e i Comuni e per
fare in modo che non ci siano delle penalizzazioni per gli
enti che hanno gia' fatto delle operazioni di alleggerimento
fiscale sulla prima casa.
A tal fine l'Anci chiede un
incontro con il Governo, prima della riunione del Consiglio
dei Ministri avente all'ordine del giorno interventi di
ulteriori sgravi sull'Ici prima casa.
Su tale aspetto, l'Anci rileva infine l'opportunita' che, in
linea con la spinta riformista della legislatura,
l'intervento sull'Ici si collochi nel quadro di una
riflessione strutturata e seria di revisione della fiscalita'
immobiliare ispirata agli obiettivi di costruire un piu'
robusto decentramento tributario, di aumentare il grado di
autonomia delle entrate dei Comuni e valorizzare il ruolo
delle politiche urbane sul sistema immobiliare.
rus/mcc/rob