GOVERNO: CATTOLICI, GIUDIZIO SOSPESO SU COMPOSIZIONE E QUALCHE MUGUGNO
Giudizio fondamentalmente sospeso ma
consistente del mondo cattolico e della vecchia esperienza
democristiana al suo interno.
Se il quotidiano ''Avvenire''
pur astenendosi da qualsiasi valutazione per lasciare spazio
alla cronaca apre il giornale evidenziando le lamentele
dell'Udc sulla presenza nell'esecutivo ''di tanti
anticlericali mentre i cattolici sono pochissmi'' e con
spazio alle considerazioni de Il Foglio che da' la medesima
valutazione, l'agenzia Sir, in un suo editoriale mette in
guardia sulla necessita' del paese ''nel suo complesso, come
tessuto sociale profondo - scrive - di essere rassicurato''
anche dal punto di vista ''del quadro dei valori e dei
principi di riferimento''.
A non volersi esporre oggi, a poche ore dal giuramento al
Quirinale, e' invece don Cesare Contarini, direttore de ''La
Difesa del popolo'' di Padova, tra i piu' diffusi settimanali
cattolici del Nord Est.
''Sinceramente - dice all'ASCA - non
conosco le biografie dei nuovi ministri e, quindi, faccio
fatica a dare giudizi di merito.
Mi limito a dire, per ora,
che certi temi a noi cari come mondo cattolico vanno al di
la' delle storie personali e che poi, nella storia, i
Concordati con la Chiesa sono stati siglati da persone tra le
piu' anticlericali nel panorama politico nazionale...
Insomma - conclude - giudicheremo dai fatti e dagli atti di
questo nuovo governo''.
Sulla stessa lunghezza d'onda don Bruno Cescon,
coordinatore dei settimanali cattolici del Triveneto.
''A mio
giudizio - dice - il problema e' a monte ed e' nato prima con
la scarsa presenza di rappresentanti del mondo cattolico in
tutte e due le piu' grandi formazioni politiche al momento
della composizione delle liste elettorali.
Ora questo si
riflette, naturalmente, anche sulla composizione del
governo.
Vedremo dai fatti se prevarra' nella maggioranza una
sensibilita' laicista o meno sui grandi temi sensibili''.
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