BERLUSCONI: PRIMA GIORNATA DA PREMIER, TRA GIURAMENTO E STRETTE DI MANI
Prima si affaccia da palazzo Chigi, da
da ore a piazza Colonna.
Come da copione la prima giornata da
premier per Silvio Berlusconi, da oggi ufficialmente alla
guida del quarto governo che porta il suo nome.
E cosi', dopo una mattinata trascorsa nel suo studio a
Palazzo Grazioli, tra telefonate e messa a punto dell'agenda
dei prossimi giorni, il Cavaliere alle 17 sale al Quirinale,
puntuale, per giurare, insieme ai suoi 21 ministri, dinanzi
al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Finita la cerimonia,
Berlusconi fa il suo ritorno a palazzo Chigi, accolto dal
picchetto d'onore e dal premier uscente, Romano Prodi, con il
quale si intrattiene per oltre venti minuti in un colloquio
privato.
Anche se in realta' all'incontro prendono parte pure
i due sottosegretari alla presidenza del Consiglio, l'uscente
e l'entrante, il nipote e lo zio: ovvero, Enrico e Gianni
Letta.
Tante le questioni sul tappeto, diversi i dossier aperti
che sono stati affrontati nel tradizionale passaggio di
consegne.
Al quale ha fatto da preludio una lettera inviata
al Cavaliere nelle scorse settimane dal Professore, in cui il
presidente che lascia raccomanda al nuovo arrivato di
proseguire sulla strada del risanamento economico.
Finito il colloquio, ecco la consueta cerimonia della
consegna della 'campanella', utilizzata nel corso degli anni
dai vari escutivi per dare il via ai consigli dei ministri.
Stretta di mano, foto di rito.
Prodi va via - accompagnato
dalla moglie Flavia, alla quale concede una tenera carezza
pubblica nel cortile - Berlusconi rimane.
E subito firma il
decreto di nomina del nuovo segretario generale, Mauro Masi,
che prende il posto di Carlo Malinconico.
A seguire, via al primo Cdm, che nomina Gianni Letta
sottosegrario alla presidenza del Consiglio, assegna le
deleghe ai 9 ministri senza portafoglio e indica Antonio
Tajani quale successore di Franco Frattini, neoministro degli
Esteri, a commissario Ue ai Trasporti.
Una riunione, quella
tenutasi oggi pomeriggio, inziata con il saluto particolare
rivolto da Berlusconi al capo dello Stato e ai presidenti
delle Camere, proseguita con l'augurio del premier ai
ministri per un ''proficuo lavoro''.
I ministri quindi vanno via, quasi tutti in silenzio, e
Berlusconi ne approfitta per un 'blitz' in sala stampa, tra
la sorpresa di giornalisti e cameramen presenti.
Strette di
mani e una chiara indicazione: ''Qui bisogna ripristinare il
fondale'', ovvero lo sfondo che riproduceva, alle spalle del
palco, la parte di un affresco di Guido Reni raffigurante la
personificazione dell'Europa.
Subito dopo, il bagno di folla
in piazza Colonna, tra flash, urla e strette di mani, con
l'unica concessione verbale del Cavaliere: ''C'e' tanto da
lavorare''.
E' proprio cosi'.
Avra' ancora da lavorare nel week-end,
Belrusconi, per definire adesso la squadra di viceministri
(dovrebbero essere 9) e sottosegretari (forse 29) e
presentarsi al Cdm di lunedi' mattina con la lista pronta.
A
seguire, nel pomeriggio, previsto intanto il loro
giuramento.
Ci sara' poi da limare anche il discorso da pronunciare
nell'Aula di Montecitorio martedi' mattina (alle 10), per la
richiesta di fiducia (voto mercoledi' alla Camera, giovedi'
al Senato).
Concluso l'iter parlemantare, trasferimento
venerdi' a Napoli per il primo Cdm operativo, promesso a
lungo in campagna elettorale.
Una location non casuale, da
cui lanciare l'azione di governo per risolvere una volta per
tutte l'emergenza rifiuti in Campania.
E dove approvare i
primi provvedimenti pesanti: su tutti, abolizione Ici sulla
prima casa e detassazione degli straordinari.
vlm/mcc/rob