L.ELETTORALE: DOMANI SI RIPRENDE - BOZZA BIANCO ALLA PROVA DEL NOVE
La 'bozza Bianco' di riforma della
commissione Affari costituzionali del Senato si riprende
l'esame della proposta avanzata dal presidente e relatore del
ddl di modifica.
Un ddl ancora ''aperto'' con alcuni nodi,
purtroppo fondamentali, da sciogliere.
Il percorso di
composizione non e' facile, e nel corso degli ultimi giorni
si e' arricchito di nuovi ostacoli dopo l'inaspettata
'svolta' francese impressa nel dibattito dal vicesegretario
Pd, Dario Franceschini, della successiva, sia pur parziale,
'correzione' di rotta' del segretario Walter Veltroni, degli
ultimissimi incontri del leader Pd come la riunione con i
vertici Udc, oggi.
Un incontro definito positivo, tanto che
''ci sono spazi per un'intesa'', come ha dichiarato lo stesso
Franceschini.
Una presa di posizione che non ha fatto piacere
a certi alleati, come ha sottolineato il capogruppo alla
Camera dei Verdi, Angelo Bonelli.
Il clima, alla ripresa del confronto, insomma, si presenta
piu' animato che mai, specie dopo le ultimissime
dichiarazioni della presidente dei senatori del Pd, Anna
Finocchiaro, che, con l'intento di dare un contributo alla
mediazione, ha inasprito ancora di piu' gli animi,
soprattutto in casa Prc.
Finocchiaro, in buona sostanza, ha
apertamente parlato di quella che attualmente si presenta
come l'obiettivo cui si sta puntando: giungere comunque
all'approvazione di un testo di riforma in commissione, su
cui discutere e confrontarsi, nella consapevolezza che
comunque il testo potra' essere emendato, anche pesantemente,
in Aula, in un successivo momento dunque.
Troppo per il Prc, che dopo le iniziali prudenti aperture
(si' al testo Bianco ma con i due 'paletti' del recupero dei
resti su base nazionale e il voto disgiunto tra candidati nel
collegio uninominale e liste) alle sortite della Finocchiaro,
secondo cui il Pd potrebbe votare a favore di un testo che
prevedesse il voto disgiunto tra collegio uninominale e
liste, ma solo per riproporre poi il voto unico con un
emendamento in Aula, ha opposto un secco 'no'.
''Non per partito preso - ha sottolineato il capogruppo a
Palazzo Madama, Giovanni Russo Spena - ma perche' passa per
quel nodo la differenza tra un sistema proporzionale corretto
e un sistema bipartitico travestito''.
Ancora piu' rovente l'animo in casa Pdci, dove la
capogruppo Manuela Palermi, ricordando il patto tra le forze
della sinistra antagonista, senza giri di parole ha definito
la bozza Bianco ''una truffa'' e annunciato che il suo gruppo
fara' ostruzionismo in commissione, presentando poi anche
''migliaia di emendamenti.
Difficile che quella bozza riesca
ad approdare in Aula''.
Intanto domani in commissione proseguira' la discussione.
Sono ancora 19 gli iscritti a parlare e appare ancora assai
incerto che si riesca a concludere il tutto entro mercoledi'
16 gennaio, giornata in cui si attende che la Corte
costituzionale possa pronunciarsi (o iniziare a farlo)
sull'ammissibilita' dei quesiti referendari.
Domani mattina intanto un ufficio di presidenza stilera'
il calendario dei lavori ed a dibattito concluso una nuova
riunione stabilira' la data della presentazione del testo
base definitivo su cui votare e il termine per gli
emendamenti.
La 'bozza Bianco', nell'ultima formulazione, si presenta
come un proporzionale 'corretto', senza premio di maggioranza
e sbarramento al 5% nazionale o in mancanza al 7% in 5
circoscrizioni.
I seggi vengono attribuiti per meta' in
collegi uninominali e per meta' su liste concorrenti di
candidati, senza voto di preferenza.
Non e' previsto un
vincolo di coalizione, ma e' possibile un'alleanza
programmatica prima del voto.
I 'nodi' da sciogliere riguardano i punti rimasti aperti
relativi al voto disgiunto o unico tra lista e candidati, al
recupero dei resti (collegio unico nazionale o
circoscrizionale, in base al metodo d'Hont), l'eventualita'
del cosiddetto 'premietto' di maggioranza (del 2 o 3%) al
partito che prende il maggior numero di voti.
E' su questi nodi che si esprimeranno le vere intenzioni
dei partiti, con gli emendamenti, ed anche la partita della
riforma stessa.
njb/leo