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ELEZIONI:'JESUS', SE A CESARE SI DA QUEL DI DIO E A DIO QUEL DI CESARE

''Alla vigilia di queste elezioni strumentalizza la politica.
Ma questa involuzione e' indice di una duplice debolezza: della vitalita' ecclesiale e della partecipazione alla vita del Paese''. Cosi' viene presentato da 'Jesus' (il serio e autorevole mensile dei paolini, gli editori di Famiglia Cristiana) un dossier interamente dedicato alle prossime elezioni e piu' precisamente ai rapporti che con la politica, o in politica, hanno i cattolici.
Dossier dall'eloquente titolo ''Se il Tevere e' piu' stretto'' a significare una serie di rapporti che vanno oltre la sola collaborazione per il bene comune e che sfociano in frammistioni ed anche 'invasioni' tra le due parti, tra fede e politica. ''Discrimine per tutti e' ancora e sempre la regola d'oro -ammonisce l'editoriale di Jesus- indicata dal Maestro di Nazareth -'Date a Cesare quello che e' di Cesare e a Dio quello che e' di Dio'- che stigmatizza ogni 'religione civile' che da a Cesare cio' che e' di Dio, e ogni confessionalismo integralista che da a Dio cio' che e' di Cesare.
Per questo la Chiesa, mantenendosi autonoma e imparziale rispetto alla societa' politica e ai partiti, se non vuole svuotare il Vangelo di Cristo, 'non puo' essere neutrale tra umanesimo e disumanesimo, tra amore e odio, tra giustizia e ingiustizia, tra guerra e pace'.
Analogamente i laici credenti saranno capaci di offrire il loro contributo al 'bene comune' se non esauriranno la loro azione sociale e politica barricandosi o facendosi rinchiudere in uno striminzito elenco di 'valori non negoziabili'''. min/min