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PAPA: STUDIO DELLA STORIA IN CRISI PER POSITIVISMO E MATERIALISMO

Lo studio della storia dal materialismo'': parlando oggi ai membri del Pontificio comitato di scienza storiche, papa Benedetto XVI ha dipinto a tinte fosche il quadro di societa' contemporanea che, ''dimentica de proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l'esperienza, non e' piu' in grado di progettare un'armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri''. Il pontefice ha ricordato come la Chiesa non abbia paura della ''pubblicita' dei documenti'', pur trovandosi a dover ''affrontare una storiografia ostile al cristianesimo e alla Chiesa''.
Ma la crisi della storia e' piu' profonda, ha spiegato Ratzinger e va ricollegata a quel positivismo e materialismo che hanno dominato le ideologie del secolo scorso e hanno prodotto uno ''sfrenato entusiasmo per il progresso che, animato da spettacolari scoperte e successi tecnici, malgrado le disastrose esperienze del secolo scorso, determina la concezione della vita di ampi settori della societa'''. ''Il passato - ha proseguito il pontefice - appare, cosi', solo come uno sfondo buio, sul quale il presente e il futuro risplendono con ammiccanti promesse.
A cio' e' legata ancora l'utopia di un paradiso sulla terra, a dispetto del fatto che tale utopia si sia dimostrata fallace''. Papa Ratzinger ha criticato la ''eccessiva enfasi data alla storia contemporanea'', che fa partire lo studio della storia ''dagli eventi della Rivoluzione Francese'', e quelle metodologie di ricerca ispirate ''al positivismo e alla sociologia''.
''Prodotto inevitabile di tale sviluppo - ha aggiunto - e' una societa' ignara del proprio passato e quindi priva di memoria storica.
Non e' chi non veda la gravita' di una simile conseguenza: come la perdita della memoria provoca nell'individuo la perdita dell'identita', in modo analogo questo fenomeno si verifica per la societa' nel suo complesso''. asp/sam/bra