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ICT: IL DECALOGO DELLE AZIENDE PER IL NUOVO GOVERNO

Progetto nazionale per portare la pubblica amministrazione sfruttando appieno le opportunita' della Rete nei rapporti con imprese e cittadini; stimolare la nascita di un nuovo mercato dei servizi digitali avanzati; incentivare gli investimenti in innovazione in Italia anche da parte delle multinazionali dell'hi-tech; sostegno al mondo della ricerca scientifica concentrando i finanziamenti nei punti di eccellenza e favorendo la creazione di network tra universita' ed aziende; accelerare tutte le iniziative legate all'innovazione dando seguito al progetto Industria 2015; ''fare sistema'' anche per aiutare l'export del made in Italy tecnologico; stimolare la competizione fra imprese e proseguire con la politica delle liberalizzazioni anche nel settore IT; regole chiare e coerenti perche' l'Italia torni ad essere attrattiva per gli investimenti esteri e le aziende abbiano un contesto di riferimento stabile per strategie di lungo periodo; una politica che punti a premiare il merito e stimolare la crescita grazie anche alle nuove tecnologie: e' il ''decalogo per l'innovazione'' che un gruppo di top manager dell'ICT italiano indicano al nuovo governo dalle pagine del Corriere delle Comunicazioni in uscita lunedi' 10 marzo.
Parlano Cesare Avenia (Ericsson), Giuliano Berretta (Eutelsat, Giorgio Bretolina (Itlatel), Valentino Bravi (T-Systems), Luidi De Vecchis (Nokia Siemens Networks), Maria Grazia Filippini (Sun Microsystems), Ugo Govigli (Nec Italia), Luciano Martucci (Ibm Italia), Vincenzo Novari (3 Italia), Andrea Schneider (Alcatel), Alberto Tripi (Confindustria S.I.). red-rf/mcc/alf