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ELEZIONI: PER CONFINDUSTRIA E CONFCOMMERCIO PRIORITA' TAGLI ALLA SPESA

Riduzione della spesa pubblica e della ''manifesti'' elettorali per la prossima legislatura.
Ma le accentuazioni sono diverse: piu' orientata alle imprese quella degli industriali, piu' attenta alle tasche dei singoli cittadini per i commercianti.
Confindustria chiede la riduzione dell'Ires di 3,5 punti percentuali per portarla, in 5 anni, alla media europea (24%); l'eliminazione progressiva del costo del lavoro dalla base imponibile Irap, l'eliminazione della addizionlai regionali Irap, che addossano alle imprese la cattiva gestione della sanita'; la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale e contributivo; la detassazione totale degli straordinari e la diminuzione graduale della pressione fiscale per portarla dal 43,3% attuale al 42% nel 2010.
Piu' incisiva la riduzione dell'Irpef secondo i commercianti: 5 punti in meno di aliquota media, che equivarrebbero a 2,5 punti in meno di pressione fiscale, oltre a una tassazione secca del 10% su straordinari, premi e incentivi; per quanto riguarda le imprese, Confcommercio punta su revisione degli studi di settore; riduzione netta di prelievi Ires e progressivio superamento dell'Irap, con franchigia a 15 mila euro per le piccole imprese e il pagamento dell'Iva (da ridurre per il settore turistico) solo al momento dell'effettivo incasso. Differenze, seppur lievi, anche sugli interventi per i conti pubblici: ridurre il debito sotto il 100% del Pil entro il 2010, elevare dal 2,5 al 3,5% del Pil la spese per investimenti entro il 2010 e ridurre dal 39,6% al 37% del Pil la spesa corrente primaria per Confindustria.
Secca riduzione della spesa pubblica primaria di 5 punti di Pil, anche attraverso significative alienazioni del patrimonio pubblico, per i commercianti. Sulla semplificazione, gli industriali chiedono di ridurre del 10% l'anno i costi per gli adempimenti burocratici; la meta', il 25% in 5 anni, e' la richiesta di Confcommercio.
Nessuna differenza evidente sul versante energia: entrambi chiedono di riprendere la ricerca sul nucleare di nuova generazione oltre al ricorso al cabone 'pulito' e alle fonti rinnovabili.
Infine, il capitolo istruzione: gli industriali propongono di promuovere la competizione tra le scuole con modalita' di finanziamento che premino le offerte migliori e permettano alle famiglie di ampliare la propria liberta' di scelta; il riconoscimento del merito per gli insegnanti e il proseguimento del processo di autonomia delle universita'. Piu' concorrenza, finanziamenti privati, maggiore collegamento 'scuola-lavoro', attenzione al capitale umano e al merito per la Confcommercio. lus/mcc