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FISCO: PIZZETTI, NO A DATI SU INTERNET MA RESTANO RICONOSCIBILI

''Ieri abbiamo detto che non devono cessare la diffusione, non possono essere piu' diffusi attraverso rete telematica e non possono piu' essere diffusi in genere.
Nel provvedimento abbiamo anche specificato che questo non toglie nulla alla conoscibilita' dei dati con le modalita' tradizionali negli elenchi presso i comuni, non toglie nulla alla trasparenza, non toglie nulla al diritto di cronaca cioe' alla possibilita' per i giornali di pubblicarli''.
Lo ha detto, a ''Panorama del giorno'', il presidente del collegio dei garanti della Privacy, Francesco Pizzetti, precisando quindi che ''i giornali possono continuare a pubblicarli nel rispetto delle regole del giornalismo e delle regole deontologiche, cioe' se si tratta di notizie di interesse pubblico''.
Rispetto alle polemiche che si sono sollevate sulla questione, Pizzetti ha osservato che ''la conoscibilita' dei dati e' una scelta politica.
Fa riferimento al controllo sociale del funzionamento della democrazia, del dovere di pagare le imposte''.
Tuttavia, ha aggiunto, queste modalita' sono ''notevolmente pericolose.
Il sito web e' aperto a tutti senza filtri, senza password, senza niente.
E' diventato un modo attraverso cui tutto il mondo ha potuto conoscere i dati dei contribuenti italiani, si tratta di circa 40 milioni di posizioni contributive, persone fisiche, persone giuridiche, societa', istituzioni pubbliche che possono essere state scaricate.
Aggiungo che non sono stati neanche stati protetti quindi possono essere stati facilmente modificabili, cancellabili, insomma manipolabili.
E si possono prestare anche a furti d'identita' perche' sono stati resi accessibili in tutto il mondo i dati identificativi dei contribuenti italiani''. Pizzetti ha, inoltre, precisato che ''non c'e' alcun paese al mondo che accetta questo tipo di consultazione.
Solo in Norvegia c'e' una forma che puo' ricordare lontanamente quella italiana, comunque con un accesso limitato nel tempo che tra l'altro sta suscitando polemiche anche in quel paese''. Infine, per il presidente della Privacy, pubblicare i dati piu' che a combattere l'evasione fiscale ''puo' servire ad una forma di controllo sociale.
La lotta all'evasione certo non si fa in questo modo, anche perche' l'evasore non compare per definizione tra coloro che dichiarano i redditi se e' un evasore totale''. red-mar/cam/rob