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PD: BARBI, BENE PARISI.
ACCORDO VELTRONI-BERTINOTTI COME L'8 SETTEMBRE


''Condivido dalla prima all'ultima parola l'intervista di Parisi.
E' piu' di un allarme.
Era ora che l'inventore dell'Ulivo, che si e' battuto come nessun altro per il Partito democratico di tutto il centrosinistra, fondato su primarie aperte ai cittadini, dicesse parole chiare sulla sconfitta elettorale, sulla linea politica sbagliata di Veltroni e sul rischio dissoluzione che corre ora il Pd''.
E' quanto afferma il deputato Pd 'ulivista' e prodiano Mario Barbi.
''Tre punti -scrive Barbi in un articolo che apparira domani sul suo sito- vorrei sottolineare: 1.
il miope e opportunistico accordo di 'separazione consensuale' Veltroni-Bertinotti, una specie di otto settembre dell'Unione, che ha 'giustificato' i cuori e le menti del Pd a sottrarsi dalle fatiche della responsabilita' del governo senza combattere e senza potere riconoscere ed imputare apertamente a precise forze politiche il fallimento e la rinuncia del mandato a governare ricevuto dagli elettori nel 2006.
Voglio dire che l'accordo Pd-Rc sulla separazione consensuale precede la nota intervista di Bertinotti sul fallimento del centrosinistra e sul 'piu' grande poeta morente'.
2.
La leadership plurale invocata da Parisi non e' l'ammucchiata che si e' radunata dietro Veltroni dopo la sconfitta, ne' puo' formarsi senza andare alla radice dell'errore: la linea politica era sbagliata perche' il Pd e' nato male con un segretario che si candidava alla guida del governo e non alla costruzione del partito e con un accordo ''unitario'' nei ds, e tra loro con il grosso dei popolari e con i rutelliani, che falsava politicamente le primarie e fissava regole che avvantaggiavano il candidato piu' uguale degli altri.Mi chiedo se il 'blocco' che conferi' l'investitura a Veltroni lo abbia fatto dandogli apertamente il mandato di liquidare l'Unione e di liberarsi di Prodi, considerati di intralcio all'avvio della 'nuova stagione'.
O se questo sia accaduto come conseguenza del primo passo compiuto nella direzione sbagliata.
Comunque sia questo e' quello che e' successo.
Doveva essere avviata una stagione di 'gloria' e invece e' partita una stagione di sconfitta e di confusione.
Quel blocco pero' e' rimasto sostanzialmente in sella.
Anzi si e' allargato con alchimie di sottrazioni e addizioni nell'attuale Coordinamento politico e nel governo-ombra che hanno incluso tutti quelli che volevano starci sulla recitando il mantra 'non si poteva fare di piu''.
Mi e' difficile spiegare diversamente perche' la sconfitta anziche' produrre una discussione aperta abbia generato una narrazione consolatoria ed assolutoria dell'accaduto (e ricordo che quello che e' accaduto e' stato il fallimento, assunto come dato di fatto, del governo del centrosinistra) ancorando scelte di fondo sbagliate su fondali francamente friabili come l'indice di popolarita' del governo (misurata nel bel mezzo dell'azione di risanamento) e il risultato elettorale alle provinciali (peraltro parzialissime) del 2007.
La exit strategy di Veltroni da Prodi e dall'Unione, fondata con leggerezza su novita'- discontinuita'-solitudine, ha disorientato e demotivato buona parte del nostro elettorato aiutando Berlusconi ed il centrodestra.
Fare finta oggi che il Pd abbia conseguito tutti gli obiettivi, tranne la vittoria, e' il modo migliore per preparere una nuova sconfitta.
3.
Le correnti che si formano sulla base delle identita' passate, cosi' come quelle che si mantengono sulla base dell'opposizione a Veltroni nelle primarie, nelle condizioni di silenzio e di sostanziale conformismo seguiti alla sconfitta del 13-14 aprile, non sono un segno di ricchezza e di pluralismo ma di incertezza e di timore.
Senza un nuovo, vero e radicale 'rompete le righe', sarebbe forse meritevole di riflessione un dietro-front verso un Pd federazione di gruppi, aree, componenti, clan e quanto altro.
Intanto non mi pare che si possa fare di meglio che stare nel Pd in dichiarata opposizione al blocco che gestisce il Partito, portando avanti una riflessione critica, un impegno e una iniziativa politica volti a ricostruire nel paese un centrosinistra di governo.
In questo e' di aiuto l'intervista di Arturo Parisi''.

Approfondimenti:
Rifondazione Comunista
Democratici di sinistra
Democratici per l'ulivo
Il Governo
Forza Italia
Alleanza Nazionale
UDC
Lega Nord