SALARI: GOVERNO PRUDENTE CON SINDACATI, SULLO SFONDO VERTICE MAGGIORANZA
Un incontro ad ampio raggio quello di
punto di vista degli sgravi fiscali, della produttivita' ed
anche dal punto di vista del controllo dei prezzi e delle
tariffe.
E' stato il Presidente del Consiglio, Romano Prodi,
nella conferenza stampa di fine anno, a lanciare il ''patto
per i salari'', lasciando quindi intendere l'ipotesi di un
intervento complessivo che vede l'impegno dell'esecutivo, dei
sindacati, delle imprese.
Quello del rilancio dell'economia e
del miglioramento del potere d'acquisto e' il tema in
programma per il vertice di maggioranza che si terra',
probabilmente, il 10 gennaio e i colloqui di domani con i
leader sindacali saranno utili anche a preparare la
discussione politica.
Oggi, in una colazione di lavoro, il premier Romano Prodi
incontrato il responsabile dell'economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il
ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, il
ministro per l'Attuazione del programma, Giulio Santagata, il
vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco, il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta.
L'appuntamento a Palazzo Chigi per Guglielmo Epifani,
Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e' per le 16,30.
Sara' una
prima presa di contatto, ma sufficiente per Cgil, Cisl e Uil,
per verificare le reali intenzioni dell'esecutivo di voler
intervenire per alleviare il disagio delle famiglie a reddito
medio basso.
E la minaccia, gia' preannunciata, e' quella
dello sciopero generale, che potrebbe essere deciso nella
riunione dei direttivi unitari del 18 gennaio.
Come spesso avviene in queste occasione, il governo e'
stretto tra l'urgenza di dare un segnale in tempi
ravvicinati, posizione questa di Palazzo Chigi, e la prudenza
del Tesoro, che deve far quadrare i conti e non puo'
trascurare il debito pubblico.
Secondo le ultime indicazioni
trapelate da fonti di governo, domani Padoa-Schioppa non
dovrebbe parlare di numeri, anche perche' prima di impegnarsi
su cifre precise il governo vuole aspettare i dati della
trimestrale di cassa.
Nei giorni scorsi si e' parlato di 6-8 miliardi che
l'esecutivo metterebbe a disposizione per alleggerire il
carico fiscale sul lavoro, ma non e' chiaro se l'entita'
riguarda il solo 2008 oppure un intervento graduale che
coivolge piu' annualita'.
I sindacati, nella loro piattaforma
messa a punto il 24 novembre e inviata a dicembre a Palazzo
Chigi insieme alla richieste dell'incontro, indicano un
intervento pari ad un punto di pil (circa 15 miliardi di
euro) da realizzare in cinque anni.
Un altro punto da discutere riguarda le modalita' di
intervento sulla leva fiscale: se agire sulle detrazioni,
oppure sulle aliquote.
Nel primo caso sarebbe possibile
modulare gli sgravi sulle famiglie a basso reddito e con
figli e farli partire anche in corso d'anno.
Nel secondo caso
si tratterebbe di un intervento generale, che riguarderebbe i
dipendenti e gli autonomi e che dovrebbe essere rinviata a
gennaio 2009 poiche' le modifiche alle aliquote non
potrebbero partire in corso d'anno.
Non e' escluso che si
vada ad un mix, con un intervento immediato sulle detrazioni
ed uno successivo sulle aliquote.
Ridurre l'aliquota Irpef
piu' bassa, dall'attuale 23% al 20%, avrebbe un costo molto
elevato e il vantaggio verrebbe spalmata su tutta la platea
dei contribuenti che versano l'Irpef.
In alternativa
l'ipotesi potrebbe essere quella di aumentare le detrazioni
sui redditi bassi e ridurre dal 38% al 37% l'aliquota media.
Allo studio anche la detassazione degli aumenti
contrattuali e la redistribuzione della produttivita'.
lsa/mcc/ss