L.ELETTORALE: MERCOLEDI' RIPARTE CONFRONTO - DIVISIONI PERMANGONO
Mercoledi' 9, alle ore 11, riparte
elettorale.
Come base di partenza e' stata adottata, come e'
noto, la 'bozza Bianco' sulla quale permangono le divisioni,
soprattutto nel centrosinistra.
Il fatto e' che l'intervista dei giorni scorsi di Dario
Franceschini a 'la Repubblica', nella quale il vicesegretario
del Pd ha rilanciato il sistema elettorale alla francese ed
il presidenzialismo, ha scatenato una serie di reazioni
durissime dai parte dei 'piccoli' partiti dell'Unione ed
anche del vicepremier e ministro degli Esteri, Massimo
D'Alema, che ha costretto Franceschini a chiarire il suo
pensiero ed a confermare la disponibilita' al dialogo proprio
sulla 'bozza Bianco'.
Ciononostante le acque nel centrosinistra continuano ad
essere molto agitate.
Infatti, anche il testo predisposto dal
presidente della Commissione Affari costituzionali del
Senato, che tiene conto delle risultanze degli incontri avuti
da Walter Veltroni con tutti i partiti rappresentati in
Parlamento (si tratta di un misto 'tedesco-spagnolo)', non
piace all'Udeur, ai Verdi, alla Sd ed al Pdci mentre
Rifondazione comunista si dice disposta a trattare solo a due
condizioni: il recupero nazionale dei resti ed il voto
disgiunto fra liste e collegio.
Proprio la disponibilita' a trattare sulla 'bozza Bianco'
viene oggi stigmatizzata dalla capogruppo dei Verdi-Pdci al
Senato, Manuela Palermi, la quale ricorda a Giordano che a
Palazzo Madama ''Pdci, Verdi ed Sd hanno dichiarato tutta la
loro contrarieta' alla proposta, fino a fare ostruzionismo in
Commissione per evitare che fosse votata'' pewrche' la
'bozza' e' ''una truffa e non sono sufficienti piccole
correzioni per farcela accettare''.
In questo contesto - ha
sottolineato la Palermi - ''la scelta di Giordano e'
inspiegabile alla luce del processo unitario tra le forze
della sinistra ed ecologiste.
Se si crede nell'unita' - sono
le conclusioni della Palermi - il giudizio di Pdci, Verdi e
Sd non puo' essere ignorato''.
Critiche alla vigilia della ripresa dell'esame della
riforma anche dall'Udeur (per Fabris ''durante le vacanze''
ciscuno ha ''lavorato per rovesciare il tavolo'' e di questo
ha ''una gravissima responsabilita''' il Pd), dall'Idv (no di
Di Pietro ad un ''papocchio'', ovvero ad una ''legge
elettorale che permette di dire che si cambia tutto e,
invece, non si cambia niente''), dai Radicali (per la Bonino
''si scivola verso il referendum'') e dai socialisti
(Boselli, ''la confusione sulla legge elettorale regna
sovrana'').
In questo contesto, il presidente del Senato, Franco
Marini, e la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro,
hanno tentato di portare un po' di 'unione' tra le forze
politiche e, soprattutto, nell'Unione.
E cosi' Marini, da
Reggio Emilia dove ha partecipato ad una serie di
manifestazioni per celebrare il 'tricolore' italiano, ha
sostenuto la necessita' di ''una modifica della legge
elettorale per restituire piu' spazio di scelta ai
cittadini'' ed ha fatto appello ''ad una stagione di impegno
ampio tra leforze politiche, in Parlamento, per approvare
quegli adeguamenti che possono mettere la nostra democrazia,
le nostre istituzioni, nella condizione di decidere piu'
velocemente di fronte a tanti problemi che incalzano''.
E la
Finocchiaro ha avvertito che ''senza un accordo sulla legge
elettorale, il referendum diventa inevitabile'' e quindi ha
chiesto ''a tutte le forze politiche di impegnarsi a fondo
nella stessa direzione'' perche' ''qualsiasi ritardo'' puo'
condurre ''inevitabilmente al referendum'', temuto dai
'piccoli' ed i 'medi' partiti non solo del centrosinistra, ma
anche del centrodestra (Udc e Lega).
Questa settimana, quindi, potrebbe essere decisiva per le
sorti della riforma elettorale.
Il 16 gennaio, infatti, cioe'
tra pochi giorni, la Corte costituzionale e' chiamata ad
esprimersi sull'ammissibilita' o meno del referendum.
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