SALARI: DIFFICILI PROVE DI DIALOGO MAGGIORANZA-OPPOSIZIONE (FOCUS)
Prove di dialogo tra maggioranza e
d'acquisto.
Da un lato, la proposta lanciata ieri dal segretario del
Pd, Walter Veltroni, di una iniziativa bipartisan per dare
una boccata d'ossigeno ai lavoratori dipendenti.
Va nella
stessa direzione l'emendamento al Dl milleproroghe,
depositato oggi dalla sinistra arcobaleno alla Camera, che
autorizza il presidente del consiglio a disporre un aumento
delle detrazioni, a partire da aprile, fino ad un onere
massimo di 6 miliardi.
I capigruppo della sinistra hanno
anche inviato una lettera a tutti i gruppi, di maggioranza e
di opposizione, chiedendo di sostenere l'iniziativa.
Dall'altro lato, le prime risposte del centrodestra, che
non puo' non concordare con la riduzione delle tasse sui
salari, ma vede con sospetto la proposta di Veltroni fatta a
campagna elettorale aperta.
Un deciso 'no' e' giunto da Forza
Italia.
I tecnici del ministero dell'economia spiegano che sarebbe
tecnicamente possibile una misura sui salari da presentare
tra la fine di febbraio e i primi di marzo, se ci fosse
l'accordo politico.
Le tappe del percorso prevedono la
certificazione dell'extragettito attraverso la Relazione
unificata (la ex trimestrale di cassa) che verrebbe
anticipata, la Nota di Variazione al bilancio e poi il
provvedimento attuativo.
Forza Italia non ha dubbi, la proposta deve essere
rinviata al mittente.
''Adesso ci sono le elezioni.
Ad aprile
- hanno detto Luigi Casero e Guido Crosetto - il nuovo
governo si occupera' dei salari.
Veltroni ha voluto fare uno
spot elettorale.
Non siamo disposti a farci scavalcare da
Veltroni su una battaglia che noi abbiamo condotto.
E in
occasione delle riforme fiscali del 2004-5 Veltroni parlo' di
'mancette'.
Ora i salari diventano improvvisamente emergenza
a febbraio 2008''.
Per Maurizio Sacconi quella di Veltroni
non e' altro che ''una proposta squallida per illudere i
lavoratori prima del voto''.
Diveso e piu' possibilista l'atteggiamento di An.
Il
capogruppo alla Camera, Ignazio La Russa, sostiene che il suo
partito potrebbe appoggiare la proposta che ''rientra anche
nel programma che stiamo eleborando''.
E se ci fosse una
anticipazione ''perche' no! Se ci sono le condizioni.
Ma non
credo che ci siano''.
L'ex ministro del lavoro, il leghista
Roberto Maroni, si chiede se ''le risorse ci sono
veramente'', non si oppone a interventi sui salari, ma dice
di non comprendere la proposta di Veltroni sull'iniziativa
bipartisan.
''Eviterei di far decidere ai partiti come
spendere i soldi.
E' il governo - sostiene - che deve
eventualmente varare un decreto, poi si sviluppa il dibattito
in Parlamento''.
La Lega voterebbe l'eventuale decreto?
''Dipendera' da come sara' scritto''.
Luca Volonte' dell'Udc non e' contro le misure sui salari,
ma invita Veltroni a ''non prendere in giro gli italiani.
In
due anni - afferma - non e' stato fatto niente e ancora oggi
non e' stata presentata alcuna proposta in Parlamento.
Come
si puo' a chiedere all'opposizione di discutere?''.
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