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MYANMAR: TESTIMONIANZE DA RANGOON, ''UNA CITTA' IN GINOCCHIO''

Una citta' in ginocchio. Moltissime le prime testimonianze da Rangoon dopo il ciclone Nargis racolte dall'agenzia MISNA.
''Non c'e' corrente, i pali della luce sono stati strappati via dal ciclone e le linee telefoniche sono saltate completamente.
Ma siamo preoccupati soprattutto per l'acqua: le tubature si sono rotte, interrompendo il flusso, e la rete idrica potrebbe essersi inquinata'', racconta una fonte che non ha voluto essere citata.
Sergio Cecchini di ''Medici Senza Frontiere'' che e' in contatto con gli operatori dell'organizzazione non governativa attualmente presenti in Myanmar, ha detto che ''i nostri centri medici, in cui seguivamo 8000 pazienti sieropositivi, sono stati immediatamente riconvertiti per l'assistenza ai feriti, ma gran parte delle medicine sono andate perse e la mancanza di energia elettrica, che non permette neanche di ricaricare i cellulari, e di acqua potabile rende tutto molto difficile''.
Secondo Cecchini, ''la situazione e' critica e i medici sono preoccupati anche per le migliaia di pazienti a cui rifornivano medicinali antiretrovirali, che vanno presi regolarmente e sotto controllo medico, e che ora sono senza assistenza e molto probabilmente senza farmaci; rischiano di esser due volte vittime del ciclone.
Inoltre - conclude - preoccupa tutto quel ristagno d'acqua in una zona fortemente malarica''. red/uda