CEI: MONS.BETTAZZI,DA VESCOVI SIMPATIA PER C.DESTRA,INGENEROSI CON PRODI
Una ''lettera aperta ai confratelli
emerito di Ivrea, mons.
Luigi Bettazzi, denunciando da parte
dei vescovi italiani, malgrado l'ufficiale neutralita', ''una
certa simpatia per il Centrodestra, forse perche', almeno
apparentemente, si dichiara piu' severo nei confronti
dell'aborto e dei problemi degli omosessuali e piu'
favorevole alle scuole e alle organizzazioni
confessionali''.
''Credo peraltro - aggiunge mons.
Bettazzi, la cui lettere
sara' pubblicata sul prossimo numero del mensile 'Mosaico di
Pace' - che siamo stati meno generosi verso il Governo Prodi,
non come approvazione della sua politica quanto come
riconoscimento di un esempio di cattolicesimo vissuto,
personalmente, familiarmente, programmaticamente, in
situazioni e in compagnie particolarmente problematiche''.
Scrive il vescovo, che e' anche presidente emerito di Pax
Christi Internazionale, che ''in un mondo, come il nostro
Occidente, dominato dal capitalismo, che sta impoverendo
sempre piu' la maggioranza dei popoli, tra i valori 'non
negoziabili', accanto alla la vita nascente e le famiglie
'regolari', va messo il rispetto per la vita e lo sviluppo
della vita di tutti, in tempi in cui si allarga la
divaricazione (gia' denunciata da Paolo VI nella 'Populorum
progressio' quarant'anni fa!) tra i popoli e i settori piu'
sviluppati e piu' ricchi e quelli piu' poveri e dipendenti,
avviati a situazioni di fame inappagata e di malattie non
curate''.
Mons.
Bettazzi denuncia anche la corresponsabilita' dei
cattolici in fenomeni come il bullismo e il disagio
giovanile: ''Mi chiedo - scrive - come possiamo meravigliarci
che i giovani si frastornino nelle discoteche o nella droga,
si associno per violenze di ogni genere, si esaltino nel
bullismo, quando gli adulti, anche quelli che si proclamano
'cattolici', nel mondo economico e in quello politico danno
troppo spesso esempio di arrivismo e di soprusi, giustificano
la loro illegalita' ed esaltano le loro 'furberie', e noi
uomini di Chiesa tacciamo per 'non entrare in politica',
finendo con sponsorizzare questo esempio deleterio, che
corrompe l'opinione pubblica e sgretola ogni cammino di sana
educazione''.
''Ci stracciammo - conclude il vescovo - le
vesti quando all'on.
Prodi scappo' detto che non aveva mai
sentito predicare l'obbligo di pagare le tasse; ma avremmo
dovuto farlo altrettanto quando altri invitavano a non
pagarle...''.
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