P.A.: BRUNETTA, C'E' RISERVA DI 30% DI PRODUTTIVITA'
Al suo
interno, il settore pubblico ha ''un serbatoio, uno stock,
una riserva di produttivita' di almento il 30%''.
E' la stima
del Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che si
e' espresso in questi termini durante il suo intervento al
forum dei giovani imprenditori di Confindustria di Santa
Margherita.
Per il Ministro, la vera sfida e' dunque quella di fare
funzionare la burocrazie almeno ''come gli altri paesi
europei''.
Perche', ha ammonito, ''se non ci riusciamo, siamo
spacciati''.
Il problema tutto italiano e', per Brunetta, che
''nel lavoro pubblico non esitono premi e punizioni''.
Percio' ''e' un mircacolo che nel lavoro pubblico si
producano beni e servizi.
Se le vostre aziende - ha insistito
rivolgendosi alla platea di giovani imprenditori - avessero
un datore di lavoro assenteista, le vostre aziende
resisterebbero una settimana.
Se le vostre aziende non
avessero premi e punizioni chiudereste in una settimana e i
vostri profitti scederebbero a zero.
Nel lavoro pubblico non
c'e' datore di lavoro, non ci sono premi e punizioni e il
mercato non ha voce''.
La soluzione, che Brunetta ha chiamato
la ''prima regola'', e' quella di ''punire l'imprenditore
pubblico che non fa il proprio lavoro''.
Per farlo, ''bisogna
inventarsi per il lavoro quel piede invisibile che e' insito
nel privato.
E si chiama commissariamento''.
Il lavoro pubblico, ha denunciato Brunetta, produce ''beni
e servizi costosi, di scarsa qualita' e che disgustano in
gran parte i cittadini.
Se il lavoro pubblico funziona, e'
perche' qualcuno ha ancora un po' di orgoglio, coscienza e
senso del dovere senza che nessuno lo premi''.
Di fronte a
questa situazione, fatta di ''cattivi padroni, cattive regole
e con un sindacato spesso cattivo'', per il Ministro ''non e'
possibile andare avanti cosi'''.
Anche l'eventuale riforma
dei contratti non risolverebbe il problema, perche' ''annega
nel mare di inefficienza delle P.A.''.
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