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FIAT: FIOM, RISCHIA RITORNO A SOGLIA CRITICA DEL 2002

''Se una persona precisa come Marchionne ha un dubbio, comincio a preoccuparmi.
L'amministratore delegato della Fiat ha espresso la speranza che il gruppo non ricorra alla cassa integrazione quest'anno.
Noi vorremmo la certezza''.
Lo ha detto il segretario della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, che ha illustrato la situazione dello stabilimento di Mirafiori che denuncia un calo di produzione e di occupati, a tre anni dall'ultimo rapporto Fiom sull'impianto torinese.
L'era Marchionne ha spiegato Airaudo, ha portato nell'area torinese il reinsediamento di alcune attivita' non produttive, come il Motor Village, il quartier generale Cnh, il Centro stile, l'Abarth, continua tuttavia il calo dei dipendenti che a fine anno risultano 17.082, 200 in meno del 2006, le auto prodotte saono scese di 10mila unita' a quota 207mila mentre nei primi cinque mesi del 2008 la produzione sta ulteriormente frenando, con 78mila auto prodotte fino al 31 maggio e una media di 821 vetture al giorno rispetto alle 845 dello scorso anno e le 889 del 2006.
''Non vorremmo risvegliarci nel 2002 (anno della grande crisi del gruppo torinese, ndr) senza essercene accorti''.
Airaudo ha ricordato che la produzione della Grande Punto e' stata sospesa nel mese di maggio e che malgrado ne sia prevista la ripresa in ottobre ''ci sono problemi legati alle forniture tutte provenienti dal sud che influiscono sui costi''.
Anche le linee della Punto dovrebbero chiudere entro la fine dell'anno.
''Alternative valide a Torino non sembrano essercene denuncia airaudo - perche' dubito che la Mito, per la quale sono previste 60mila vetture anno, possa compensare questi buchi''.