CONTRATTI:A S.MARGHERITA RIPRENDE CONFRONTO.
DA INDIVIDUALE A ADATTATIVO
Riprende da
Santa Margherita Ligure la trattativa sul rinnovo del modello
contrattuale.
Nella giornata di apertura della convention dei
giovani di Confindustria, imprenditori, sindacati e governo
si sono confrontati sulla soluzione migliore da adottare per
una nuova piattaforma.
A dare il via al dibattito e' stata la
'padrona di casa', Federica Guidi, che nella sua 'prima' da
presidente dei giovani industriali ha lanciato una proposta
secca: superare il modello nazionale per arrivare a quello
individuale.
Il nuovo contratto, dice, ''dovrebbe essere
sempre meno collettivo e sempre piu' 'taylor made', fatto su
misura, tagliato attorno al singolo individuo''.
A suo
giudizio e' necessario rinnovare il modello contrattuale,
perche' ''la contrattazione collettiva distrugge
opportunita', impedendo un libero accordo.
Questo sistema di
normazione corporativa - insiste - ostacola la stipula di
contratti; e poiche' ogni contratto (come ogni scambio) e'
per definizione produttivo di benessere per quanti lo
sottoscrivono liberamente, questa congerie di norme si rende
responsabile dell'impoverimento complessivo della
societa'''.
La Guidi pianta percio' precisi paletti: ''Dare al secondo
livello di contrattazione sempre piu' spazio'' attribuendo
''al contratto nazionale il compito di operare, secondo i
principi della dottrina tedesca, come un mantello che da'
copertura per le garanzie minime''.
Se si vuole che si faccia
piu' contrattazione di secondo livello, pero' - secondo la
Guidi - ''bisogna incentivarla limitando quella del primo.
La
contrattazione nazionale, quindi, deve essere esclusivamente
'di garanzia', lasciando al rapporto fra lavoratori e
impresa, a livello aziendale, la definizione della piu' ampia
sfera possibile di condizioni contrattuali''.
E' stato il Ministro della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta, presente alla kermesse, a replicare a nome del
governo.
''Il nuovo modello di contrattazione - e' il suo
parere - deve essere di tipo adattivo, quindi, adattarsi in
maniera efficiente al cambiamento tecnologico, scegliendo di
volta in volta, facendo shopping, la centralizzazione o la
decentralizzazione.
Quello che e' sbagliato comprarsi e' la
via di mezzo''.
Brunetta spiega che ''il modello efficiente
e' quello variabile, quello che si adatta in modo esogeno
alle tecnologie.
L'impatto delle tecnologie e' piu' o meno
efficiente se il sistema di relazioni industriali e' piu'
capace di adattarsi ai cambiamenti tecnologici in fretta e in
maniera intelligente''.
Un secco no alla proposta della neo presidente dei giovani
industriale arriva da Renata Polverini, segretaria generale
Ugl, che la definisce una ''provocazione'' e avverte:
''Bisogna tenere saldo l'impianto nazionale della
contrattazione, non abbiamo ancora un lavoratore cosi'
evoluto da autodeterminarsi, o quanto meno una situazione
paritaria tra datore di lavoro e lavoratore''.
Si' convinto, invece, dal guislavorista e senatore del Pd
Pietro ichino, convinto che il contratto collettivo
nazionale, cosi' com'e' allo stato attuale, crei '''solo
danni'', ma ''avrebbe senso soltanto se ci fosse un forte
interscambio tra regioni e settori produttivi''.
Ichino
lancia perio' l'idea dei contratti macroregionali: ''Abbiamo
bisogno di nuove relazioni industriali e di nuove regole ma
anche di un sindacato che sappia essere l'intelligenza
collettiva dei lavoratori e che sia capace di negoziare a 360
gradi''.
Diverso il parere dell'ad di Unicredit, Alessandro
Profumo: piu' che sui contratti individuali, dice, in Italia
bisognerebbe puntare su ''retribuzioni differenziate
geograficamente''.
Secondo il manager, infatti, ''e' diverso
dare la stessa retribuzione in un posto dove il costo della
vita e' x oppure y''.
Quanto ai contratti individuali,
Profumo non ha dubbi: ''non sono la strada piu' percorribile
per gran parte dei lavoratori''.
Approfondimenti:
Confindustria
Il Governo Italiano
Benessere
Senato della Repubblica