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GOVERNO: DUE ANNI DI PRODI TRA RISANAMENTO E ''TESORETTI'' (IL PUNTO)

Due anni di lavoro per portare i conti atto dal governo guidato da Romano Prodi che, dopo lo scioglimento delle Camere disposto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, restera' ora in carica, per l'ordinaria amministrazione, fino all'entrata in carica del nuovo governo.
Un'azione messa in atto attraverso le manovre di bilancio, vari decreti per l'utilizzazione dell'extragettito, il protocollo sul welfare, le liberalizzazioni, nonostante i numeri risicati della maggioranza al Senato. Il 2005 si era chiuso con un indebitamento della P.a.
al 4,2% pil e nei confronti dell'Italia era stata avviata dalla Ue la procedura d'infrazione per deficit eccessivo (sopra il 3% del trattato di Maastricht).
L'allora ministro dell'economia, Giulio Tremonti, si impegno' ad un rientro del deficit nell'arco di due anni.
Insediatosi il 17 maggio 2006, il governo Prodi confermo' gli impegni europei presi dal precedente esecutivo e varo' a luglio una prima 'manovrina' correttiva, con un impatto lieve sull'indebitamento dell'anno, pari a circa 1,2 miliardi, ma ben piu' consistente per il 2007 (6,5 miliardi).
Ma a causa della sentenza europea sull'iva delle auto aziendali e dell'accollo dei debiti della Tav, il deficit a fine 2006 schizzo' al 4,4%.
Al netto di tali oneri straordinari il deficit si attestava al 2,4%, al di sotto del 3,6% previsto nel Dpef.
La finanziaria per il 2007 non fu certo leggera, ben 39,2 miliardi di cui circa 26 da maggiori entrate.
Quindici miliardi furono destinati alla correzione dei conti e il resto per misure espansive, tra cui il taglio del cuneo fiscale per le imprese.
Ma la strada del risanamento era ormai intrapresa, complice la congiuntura favorevole, ma soprattutto la lotta all'evasione fiscale.
E si inizio' a parlare di 'tesoretti'.
A luglio 2007 il decreto per distribuire il primo tesoretto di 6,5 miliardi.
A beneficiarne furono i titolari di pensioni basse, oltre 3 milioni di persone che nello scorso novembre hanno ricevuto una cifra aggiuntiva variabile tra 262 e 392 euro (a seconda dei contributi versati).
L'aumento entra a regime nel 2008 con la 'quattordicesima' che verra' erogata a luglio, pari mediamente a 388 euro.
Con il decreto fu poi esteso il taglio del cuneo fiscale a banche e assicurazioni e furono incrementate di 250 milioni gli oneri di servizi pubblico per Fs, Anas, Poste e Enav.
A settembre la finanziaria per il 2008 senza manovre correttive (dopo l'iter parlamentare risulto' pari a 15 miliardi) e un decreto 'correlato' con effetti sul 2007, per distribuire il secondo tesoretto di 7,5 miliardi.
Anche in questo caso furono rilevanti le misure sociali: il bonus a favore dei cittadini incapienti e ai loro familiari a carico, pari a 150 euro ciascuno; 550 milioni per il piano casa, per favorire il passaggio da un'abitazione ad un'altra, per recuperare gli alloggi ex Iacp e per costruire nuove alloggi; aumento dei risarcimenti ai cittadini danneggiati dalle trasfuzioni di sangue infetto e ai cittadini e familiari vittime della mafia.
Il deficit, secondo le stime del governo contenute nella relazione previsionale di settembre, sarebbe sceso a fine 2007 al 2,4% e automaticamente, nel 2008, al 2,2%.
Ma a dicembre scorso, in occasione della conferenza stampa di fine anno, il presidente del consiglio, Romano Prodi, annuncio' un risultato migliore, secondo gli ultimi dati in possesso degli uffici: il deficit 2007 al 2%.
Nella primavera prossima la Ue cancellera' la procedura d'infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia. Con l'ultima finanziaria, come si ricordera', e' stata ridotta l'ici sulla prima casa, sono state introdotte detrazioni a favore di chi vive in affitto e dei giovani che lasciano l'abitazione dei genitori, e' stato ridotta dal 33% al 27,5% l'aliquota ires per le imprese mentre l'irap e' scesa dal 4,25% al 3,9% con un aumento della franchigia a 9.500 euro.
In finanziaria anche il taglio dei costi della politica con la riduzione dei numero dei ministeri, il giro di vite sugli amministratori locali, il tetto agli stipendi dei manager, la graduale stabilizzazione dei precari nella P.a., la proroga per l'abolizione del ticket sulla specialistica, le risorse per i contratti pubblici e quelle per la sicurezza. Sul fronte previdenziale la misura di maggiore impatto e' stata il superamento dello 'scalone' per andare in pensione: da gennaio 2008 si puo' lasciare il lavoro con 58 anni anziche' 60.
Con il protocollo sul welfare sono stati rafforzati gli ammortizzatori sociali con l'aumento dell'indennita' di disoccupazione, introdotte agevolazioni a favore dei giovani per la totalizzazione dei contributi e per il riscatto della laurea. Nutrito il pacchetto liberalizzazioni di Bersani, con le misure a tutela dei consumatori: abolite le spese di ricarica sui telefonini, farmaci da banco in vendita in appositi spazi nei supermercati, chiara pubblicita' dei prezzi della benzina sulle autostrade, piu' facile cancellare le ipoteche sui mutui immobiliari e trasferire il mutuo sulla prima casa da una banca all'altra. Intanto Prodi e Tommaso Padoa Schioppa hanno annunciato la formazione di un terzo tesoretto, che dovra' essere utilizzato per la riduzione delle tasse sui salari: cosi' prevede infatti una precisa norma introdotto nella finanziaria per il 2008.
Risorse che, secondo alcune stime si aggirerebbero tra 6 e 8 miliardi, ma sull'entita' il ministro dell'economia non si e' mai espresso, rinviando ai dati della trimestrale. lsa/mcc/ss