ELEZIONI: RISCHIO STOP PER SALARI E WELFARE.
MA I SINDACATI INCALZANO
Elezioni politiche tra poco piu' di 2
giorni.
Sul versante economico, salvo Alitalia e nomine che
dipendono dai tempi della trattativa in corso e dalle vigenti
norme di legge, rischiano un lungo stop materie delicate come
salari e decreti applicativi del welfare.
Oggi, il leader del
Pd, Walter Veltroni, ha chiesto un intervento sui salari
prima del voto.
Tuttavia, come gia' affermato dal ministro
del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, bisognera' aspettare
meta' marzo per sapere con la trimestrale di cassa a quanto
ammonta il ''tesoretto'' e di conseguenza le risorse da
assegnare al potere d'acquisto di lavoratori dipendenti e
pensionati: una cifra che si sarebbe dovuta aggirare tra i 4
ei 6 miliardi di euro.
In ogni modo, sara' difficile a Camere
chiuse, agire con provvedimenti d'urgenza quando si tratta di
materie che, di solito, vengono affrontate con la
''manovrina'' correttiva di meta' anno o direttamente con la
finanziaria.
E' certo, invece, che i sindacati non rinunceranno ad
incalzare qualsiasi esecutivo su un argomento da loro
considerato la ''priorita' delle priorita''' del 2008.
Cgil,
Cisl e Uil hanno sospeso lo sciopero indetto per il 15
febbraio ed hanno, contestualmente, lanciato per quella
stessa data il ''tax day'' alla ricerca di milioni di firme
sempre a sostegno di salari e pensioni.
Sara' una
mobilitazione permanente durante tutta la campagna elettorale
per richiamare l'attenzione del governo che verra'
all'emergenza salari.
''Lo sciopero e' soltanto rinviato'',
ha ammonito il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.
Non solo salari.
In pericolo, tra l'altro, anche i decreti
applicativi della riforma del welfare.
In particolare, le
misure che riguardano gli sconti per le attivita' usuranti ma
anche la revisione dei coefficienti, l'aumento dei benefici
contributivi per i lavoratori esposti all'amianto, la
riorganizzazione degli enti previdenziali e l'adeguamento
dell'assegno per il nucleo familiare con soggetti inabili.
E
sempre fra i temi caldi, a rischio anche la legge sulla
sicurezza sul lavoro che inasprisce le sanzioni ed elenca i
criteri del testo unico.
Su questi fronti, comunque, uno
spiraglio c'e', dal momento che dovrebbero essere sufficienti
dei decreti ministeriali o interministeriali per rendere
applicative le misure, facendo rientrare il tutto nel
''disbrigo degli affari correnti''.
rf/mcc/alf