TELECOM: RIMBALZA IN BORSA IN ATTESA CDA (IL PUNTO)
Riflettori puntati ancora sulle
sull'ottovolante.
Dopo un avvio negativo che ha spinto le
Telecom fino al nuovo minimo decennale a 1,56 euro, sono
tornati gli acquisti che hanno spinto la quotazione a quasi
1,65 euro nel finale.
L'attesa piu' che sui conti del 2007 pero' e' sul piano
industriale che verra' presentato alla comunita' finanziaria
venerdi'.
Da oltre due settimane il titolo e' sotto pressione
in borsa, scivolando dalla soglia dei 2 euro di meta'
febbraio ai minimi decennali sotto 1,60.
''Era naturale un
periodo negativo per il titolo in attesa del piano'' afferma
un trader.
La flessione delle quotazioni oltre alle
incertezze sulle prospettive strategiche e' stata determinata
soprattutto dal fatto che il mercato ha scontato un taglio
della cedola.
Tra i broker comunque oscillano in modo
sensibile le ipotesi sulla riduzione del dividendo che l'anno
scorso e' stato di 0,14 euro per le ordinarie.
Le indicazioni
variano da 0,07 a 0,12 euro.
Euromobiliare ad esempio
ipotizza un risultato netto di 2,4 miliardi di euro e un
payout pari al 60% che significherebbe una cedola di 7,5
centesimi per ogni azione ordinaria.
Sulla stessa linea Lehman Brothers che nei giorni scorsi
ha indicato un payout pari al 67% dell'utile con un dividendo
di 8 centesimi.
Le stime comunque indicano un utile netto
intorno ai 2,5 miliardi su ricavi tra 31,15 e 32 miliardi di
euro con una flessione della redditivita' operativa e una
riduzione dell'indebitamento.
Il mercato comunque sara' piu' focalizzato sulle
indicazioni del piano industriale.
Il nuovo vertice prima di
tutto ha avviato un nuovo corso nei rapporti con l'authority
di settore e il mese scorso ha presentato la riorganizzazione
prevedendo la creazione della divisione open access dove
confluira' la rete.
Una operazione che ha messo la parola
fine alla speculazione sulle ipotesi di societarizzazione
della rete con possibile cessione di una quota minoritaria.
In attesa della presentazione del piano nelle ultime
settimane broker e investitori si sono esercitati su varie
opzioni per Telecom, dall'aumento di capitale alla
conversione delle risparmio, alla cessione di asset.
Secondo
gli analisti di Citigroup, Telecom dovrebbe mantenere un
payout dell'85% e dismettere le attivita' broadband in
Francia, Germania e Olanda mantenendo invece Tim Brasil.
In
piu' occasioni, Bernabe' ha seccamente smentito ipotesi di
ricapitalizzazioni, e sulla politica dei dividendi non ha
fornito alcuna indicazione ai mercati.
Il capo azienda di
Telecom tuttavia nell'incontro con i sindacati di due
settimane fa ha posto l'accento soprattutto sui temi
dell'assetto industriale del gruppo di tlc, quasi a voler
rimarcare che la priorita' per Telecom sono le strategie
industriali, piuttosto che questioni di finanza, aggiungendo
che la situazione del debito e' assolutamente tranquilla.
Alla Ing si aspettano la quantificazione delle sinergie
con Telefonica e delle efficienze derianti dalla
riorganizzazione con la creazione di open access.
La
settimana scorsa il presidente di Telefonica, Cesar Alierta,
che side anche nel board di Telco, ha posto l'enfasi sulle
sinergie tra i due gruppi che sono quantificate in 1,3
miliardi di euro tra il 2008 e il 2010.
Anche Alierta ha
rimandato alla presentazione del piano di Telecom precisando
comunque che ''la nuova squadra di Telecom e' ottima ed ha le
idee chiare''.
Nessuna preoccupazione sull'andamento del
titolo Telecom in borsa da parte di Alierta.
Certo e' che al
momento del closing dell'operazione nell'ottobre scorso
Telecom quotava 2,20 euro ed i soci di Telco hanno staccato
un assegno da 4,161 miliardi di euro che valorizzava il
titolo Telecom 2,82 euro, ma e' anche vero che Telefonica,
Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Benetton sono un
gruppo di azionisti con spalle molto larghe.
did/mcc/bra