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RIFIUTI/CAMPANIA: CHIAIANO A RISCHIO RIVOLTA.
CDR SEMPRE A RILENTO


Chiaiano come Pianura. L'area a nord grandi potenzialita' (700mila tonnellate di rifiuti), rischia di diventare luogo di rivolta come l'altro quartiere partenopeo di Pianura che, nel gennaio scorso, divenne simbolo delle opposizioni dei cittadini all'apertura di discariche.
E mentre a Chiaiano i cittadini si aggregano in Comitati, organizzano cortei di protesta, presidi, definiscono assemblee permanenti, il resto della citta' rivive il vergognoso scenario di cumuli di rifiuti intorno ai cassonetti stracolmi.
Con esso torna l'incubo roghi (che sprigionano diossina) e, cresciuto per l'innalzarsi delle temperature, il rischio di infeizoni ed epidemie.
Tutto questo perche' le attivita' dei Cdr sono a rilento.
A dirlo e' stato lo stesso De Gennaro in concomitanza con l'ordinanza che ha revocato l'allestimento dei siti di stoccaggio di Pianura e Gianturco.
Il Commissario assiura che ''i quantitativi giacenti diminuiranno progressivamente'' spiegando che ''dopo i rallentamenti determinati nei giorni scorsi dall'impossibilita' di utilizzare l'area Asi di Pianodardine (Avellino), il sito in allestimento di Coda di Volpe ad Eboli (Salerno), nonche' il sito di Ferrandelle, di nuovo solo parzialmente operativo dal 2 maggio, l'attivita' di raccolta e' in corso di graduale ripresa''.
Entro oggi, dunque, si prevede la ripresa delle attivita' a tutto ritmo degli impianti ex cdr di Caivano, Giugliano e Casalduni. Mentre restano in difficolta' i cdr di Battipaglia, Santa Maria Capua Vetere e Pianodardine ''per problemi connessi allo smaltimento della frazione organica, oltreche', soprattutto, alla mancanza di adeguati siti per l'abbancamento di ecoballe''. dqu/sam/rob