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GIUSTIZIA: GERONZI, IN ALTRO PAESE MIE VICENDE GIUDIZIARIE INESISTENTI

Il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca Gesare Geronzi ribadisce la sua completa estraneita' alle vicende giudiziarie che in qualche modo lo hanno riguardato.
L'occasione e' stata data da una domanda rivolta al banchiere dal direttore della 'Stampa' Giulio Anselmi, nel corso di un incontro organizzato ieri sera a Firenze dall'Osservatorio permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini.
''Se noi - ha spiegato Geronzi - vivessimo in un paese nel quale le responsabilita' si accompagnano alle funzioni e alle deleghe che vengono utilizzate le mie vicende giudiziarie non esisterebbero''.
Sottolineando che ''in nessuno dei casi si puo' provare che io abbia non solo fatto ma concorso a fare alcunche''', Geronzi ha constatato che ''se la mia persona e' una persona necessitata come presenza per dare risalto a fatti che gia' di per se' hanno risalto, ci sara' un giudice a Berlino che riconoscera' anche questo''.
Rilevando che ''operazioni da 13 milioni appartengono al capoufficio, figuriamoci se posso occuparmi di queste cose'', Geronzi ha preso atto del fatto che ''io sia riconosciuto come un uomo di potere e che non abbisogna di mettere nero su bianco per deliberare, questa e' una cosa che dobbiamo subire''.
Comunque, ha spiegato il numero uno di Piazzetta Cuccia, ''ognuno deve portare la sua croce e se la croce che e' stata destinata a me e' questa me la tengo ben stretta perche' altre sono le croci che fanno male.
Io - ha concluso il banchiere - sono assolutamente consapevole che nessuno trovera' mai un pezzo di carta scritto, ne' potra' avvalorare ipotesi e disegni, che sono ipotesi e disegni anche se a volte fanno male''.

Approfondimenti:
Banca d'Italia
Abi