CARBURANTI: LA RABBIA PER I PREZZI ESPLODE NELLE STRADE DI TUTTA EUROPA
Pescatori, autotrasportatori, tassisti
in rivolta in tutta Europa contro la corsa dei prezzi del
carburanti mentre le compagie aeree annunciano licenziamenti
e pesanti perdite in bilancio.
Se finora il rialzo del
petrolio era stato un fenomeno limitato alle sale operative
delle banche ai vertici dei petrolieri, ora l'onda lunga dei
rialzi del barile e i suoi effetti sull'inflazione iniziano a
scatenare reazioni durissime sulle strade e nelle piazze.
La scintilla e' esplosa ieri davanti all'Europarlamento
con scontri tra la polizia e i pescatori francesi che
manifestavano insieme ai loro colleghi italiani.
Ma le barche
da pesca sono rimaste in porto anche in Irlanda e in Spagna e
le forniture iniziano a scarseggiare in molti mercati del
Continente.
Si tratta di una protesta inedita almeno per
l'ampissimo consenso che finora sta raccogliendo.
Secondo un
sondaggio pubblicato dal quotidiano Ouest-France, due terzi
dei francesi appoggia i pescatori e i trasportatori nella
loro lotta.
In questo senso e' apparsa quantomeno inadeguata la
risposta data ieri dalla Commissione europea ai
manifestanti.
Lo staff del commissario europeo alla pesca, Joe Borg, hanno
parlato di soluzioni di medio termine facendo infuriare
ancora di piu' la controparte.
Per questo i singoli stati stanno correndo ai ripari.
La
Francia ha subito annunciato un pacchetto di aiuti fiscali
con rinvii e rateizzazioni delle scadenze degli oneri sociali
e dell'Iva.
Ma anche il ministro delle Politiche agricole
alimentari e forestali, Luca Zaia, ha annunciato una serie di
misure che ha illustrato oggi alle associazioni di
categoria.
Zaia ha invitato i pescatori alla calma, spiegando che
''non occorre bloccare i porti per essere ricevuti dal
ministro'', e ha chiesto all'Ue di non considerare aiuti di
Stato eventuali interventi a favore delle categorie colpite
dal caro greggio.
Ma le proteste si stanno estendendo anche ad altri
settori: oggi i tassisti di Marsiglia hanno sfilato per le
strade della citta' mandando in tilt il traffico.
Stessa
situazione a Madrid, dove centinaia di taxi hanno manifestato
per le strade e si sono poi riuniti sotto il municipio
chiedendo aumenti di 1 euro a corsa e la liberalizzazione
delle pubblicita' sui veicoli.
A Manchester, in Gran
Bretagna, centinaia di motociclisti hanno riempito le strade
della citta' mentre in Francia i camionisti hanno replicato la
manifestazione che ieri ha bloccato il quartiere degli affari
de La Defence.
Disordini anche fuori dal Vecchio Continente.
Grandi dimostrazioni si sono tenute in Malesia, dove il
governo ha deciso di aumentare i prezzi del 41% in una notte,
e in India dove gli aumenti sono stati di circa il 10%.
Le reazioni al caro carburanti si innestano poi in un
quadro critico, in generale, per i prezzi.
L'inflazione in
Europa e' ai massimi da 16 anni, tanto che la Bce si e'
sbilanciata ad annunciare prossimi aumenti dei tassi, i
generi alimentari aumentano mentre gli agricoltori lamentano
di non riuscire piu' a coprire i costi.
Forse a questo punto
sara' la pressione delle piazze a far trovare all'Unione
Europea la forza per fare quadrato e intraprendere un'azione
comune per fronteggiare l'impatto della corsa del petrolio,
questione finora lasciata ad estemporanee iniziative
nazionali che poco possono contro i piu' potenti player
mondiali del petrolio e della finanza.
Approfondimenti:
Il sito Opec
Istat
La Camera dei Deputati
Polizia di Stato
Il sito Europa
Il sito dell'Eliseo
Governo
Banca Centrale Europea