BCE: MERCATO AVEVA RAGIONE.
TRICHET PREPARA AUMENTO TASSI AL 4,25%
Un vecchio adagio recita che ''il
mercato ha sempre ragione''.
Considerazione sacrosanta
guardando al mercato monetario dell'Eurozona.
Non appena l'inflazione si e' mossa oltre il 3% (a maggio
3,6%, massimo storico dall'introduzione dell'euro), il
mercato ha iniziato a scontare un aumento del costo del
denaro.
Il tutto a dispetto della Bce che ha mantenuto il
tasso Refi bloccato al 4%.
Impressionante la progressione.
In un mese, l'Eonia/Swap a
12 mesi, il miglior previsore delle decisioni dell'Eurotower,
e' passato, dal 4,19%, (50% di probabilita' che il tasso Refi
della Bce salga dal 4,25%) all'odierno 4,49% (99,9% di
probabilita' il tasso Refi salga al 4,50% entro giugno
2009).
Per questo ultimo balzo sono state decisive le
paroledi Jean-Claude Trichet, presidente della Bce.
Spiegando
la decisione odierna di lasciare i tassi fermi, Trichet ha
parlato di ''una decisione non unanime, alcuni volevano un
aumento del costo del denaro''.
Le ragioni? ''Ci attende un periodo protratto di alta
inflazione'', ha spiegato il numero uno dell'Eurotower, tra
le ragioni la corsa dei prezzi di tutte le materie prime e il
rischio di aumenti salariali sganciati dalla produttivita'.
Non a caso lo staff della Bce ha alzato le previsioni
sull'inflazione.
La nuova forchetta per il 2008 e' compresa
tra +3,2%/+3,6% rispetto al precedente intervallo di +2,6% e
+3,2%.
Quella del 2009 tra +2,6% e +3,2%.
In entrambi i casi
una distanza siderale dall'obiettivo di medio-termine (18
mesi) del 2%.
Sull'entita' dell'aumento Trichet ha rimandato ai
precedenti ritocchi (0,25% alla volta, dunque).
Sulla
tempistica, ''possibile a luglio, dipendera' anche dai dati
economici che nel frattempo arriveranno''.
L'eventuale rialzo del costo del denaro non sembra
interferire con le condizioni di liquidita' del sistema,
''gli aggregati monetari e i prestiti crescono vigorosamente
e il Pil del primo trimestre e' stata superiore alle nostre
aspettative '', ha sottolineato Trichet.
Per il 2008, la stima del Pil e' salita tra +1,5%/+2,1%
rispetto alla precedente previsione compresa tra +1,3% e
+2,1%.
Mentre per il 2009 ci si attende una frenata tra
+1,0%/+2,0%.
Ma Trichet lo ha detto chiaramente, ''non esiste
alcun compromesso tra piu' inflazione in cambio di maggiore
crescita'', con buona pace dei neokeynesiani.
Se il Pil dovesse rallentare anche vistosamente ma
l'inflazione rimanere molto elevata, la Bce potrebbe comunque
alzare i tassi per non rischiare una ben piu' pericolosa
''stagflazione''.
Certo i tassi europei al rialzo potrebbero rafforzare
ancora di piu' l'euro, ''ma su questo non intendo
elaborare'', ha concluso Trichet.
Il tipico stile del
banchiere centrale che punta alla stabilita' dei prezzi e
lascia il cambio al libero gioco delle forze del mercato.
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