BANCHE: GERONZI, SIAMO STATI DISTRATTI SU RAPPORTO CON CLIENTE
''Dobbiamo prenderci tutta la colpa
di essere stati distratti sul rapporto banca-clienti.
E'
tempo di farlo, mi sembra che ci sia la volonta' di tutti per
seguire la strada della trasparenza e mi auguro che si faccia
il piu' velocemente possibile''.
L'autocritica e' stata fatta dal presidente del Consiglio di
Sorveglianza di Mediobanca Cesare Geronzi, che ieri sera ha
parlato a Firenze nel corso di un incontro organizzato
dall'Osservatorio permanente giovani-editori presieduto da
Andrea Ceccherini, presente il presidente di Rcs Mediagroup
Piergaetano Marchetti.
''Il sistema non ha fortemente meditato sui danni
reputazionali che derivano dal malessere del consumatore - ha
spiegato Geronzi, intervistato dal direttore della 'Stampa'
Giulio Anselmi -.
Nella ristrutturazione del sistema e'
mancato un seguito: non abbiamo saputo vedere bene come la
conservazione della clientela fosse il bene assoluto''.
Geronzi ha avuto pero' anche parole di elogio per il sistema
bancario italiano: ''La crisi esplosa negli Stati Uniti
certamente non e' finita'' ma ''il sistema bancario italiano
ha tenuto botta'' e oggi ha l'''orgoglio'' di dire,
nonostante le ''arretratezze'' denunciate dai giornali, che
''si e' riorganizzato e ristrutturato ed e' un pilastro sul
quale il Paese puo' contare per lo sviluppo e
l'intrapresa''.
Geronzi ha avuto parole di apprezzamento per la relazione
tenuta sabato scorso dal governatore della Banca d'Italia
Mario Draghi (''E' stato, come si conviene, prudente ma ha
sciorinato tutte le problematiche che in qualche misura
investono il Paese'') e si e' detto concorde con il
governatore anche sulla necessita' di ripensare la
commissione sul massimo scoperto, che cosi' come e' adesso
''non e' sostenibile''.
Positivo anche il giudizio sull'accordo tra governo e Abi sui
mutui.
''E' un fatto positivo'', ha detto il numero uno di
Mediobanca, perche' ''dal giorno successivo all'accordo tutti
hanno qualcosa in piu' da spendere''.
Geronzi si e' infine detto ''concorde'' con ''le critiche che
si fanno alle remunerazioni della classe dirigente, in
particolare dei top manager delle banche.
Pero' il numero uno
di Piazzetta Cuccia si ritiene ''esente'' da tali critiche:
''Non ho mai voluto appartenere alla categoria dei
destinatari di stock option - ha spiegato - non perche' non
fossi allettato dai guadagni, ma perche' ho sempre ritenuto
che ci debba essere una indipendenza di giudizio non legata
al tornaconto.
La mia remunerazione - ha concuso - e' molto
piu' bassa di quella dei miei colleghi''.
Approfondimenti:
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Abi
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