VISCO: ATTACCARE I FIGLI PER INTIMIDIRE I PADRI E' BARBARIE POLITICA
''Sui quotidiani di oggi sono
mio figlio Gabriele e' da circa dieci anni persona autonoma
dalla famiglia, ha fatto una propria carriera lavorando in
diverse societa' in Italia e all'estero e arrivando a
ricoprire ruoli da dirigente grazie alle proprie capacita'''.
Lo scrive il vice ministro all'Economia, Vincenzo Visco, in
una nota di replica a quella che definisce una ''barbarie
politica''.
''Quando l'amministratore delegato di Sviluppo Italia -
spiega quindi Visco -, avendolo conosciuto e stimato per le
sue qualita', gli ha chiesto di lasciare Telecom Italia, dove
appunto era dirigente, ho personalmente sconsigliato mio
figlio di accettare sia perche' prevedevo che questo avrebbe
potuto sollevare polemiche, sia perche' le condizioni della
societa' apparivano precarie.
Proprio questa e' stata la
sfida che invece mio figlio, da uomo libero, ha ritenuto di
accettare, assumendosi un rischio non indifferente e senza
particolari vantaggi economici.
Ha accettato prima una
consulenza lasciando una posizione stabile e poi, da alcuni
mesi, come fu comunicato a suo tempo (la notizia e' datata),
e' stato assunto''.
''Quanto al dott.
Arcuri - prosegue il vice ministro - so
che e' molto stimato ma l'ho intravisto una sola volta allo
stadio di calcio, e non ho mai avuto l'occasione di parlare
con lui.
Io posso rispondere delle mie azioni, ma questo non
ha nulla a che fare con la vita e le scelte giustamente
autonome dei miei familiari.
Ritengo comunque di dover
sollevare un tema generale, che riguarda tutti coloro che
hanno un ruolo pubblico, non solo me: attaccare i figli senza
motivo per intimidire i padri e' l'espressione di una
barbarie politica, un atteggiamento squadristico che ormai
viene sempre piu' spesso messo in campo contro amici e nemici
quando li si vuole ammorbidire, neutralizzare o ricattare.
Quanto ai figli, questo atteggiamento configura una profonda
ingiustizia, perche' non ne vengono valutati i meriti
oggettivi, ma ne viene messa in luce solo l'appartenenza
familiare, con tutti i danni che ne derivano per quelli che
hanno capacita' personali.
Con me comunque le intimidazioni
non funzionano.
Quanto a mio figlio e a Sviluppo Italia,
decideranno autonomamente come comportarsi''.
red/mcc/ss