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PREZZI: CGIA, AUMENTI ALLA PRODUZIONE QUASI DOPPI RISPETTO A DETTAGLIO

Da novembre 2006 a novembre 2007 aumentati del 4,6%.
Quelli al dettaglio del 2,4%. Spiccano gli aumenti dei prodotti alimentari che alla produzione sono cresciuti dell'8,2% mentre al dettaglio ''solo'' tra il 3,7-3,9%. ''Potra' sembrare strano: ma nell'ultimo anno ad aumentare maggiormente i prezzi sono stati i produttori e non, come spesso si sospetta, i commercianti.
Infatti, dal novembre 2006 al novembre 2007 (ultimo confronto statisticamente possibile) i prezzi alla produzione sono aumentati del 4,6%. Quelli al dettaglio 'solo' del 2,4%'', fa notare il segretario della confederazione mestrina, Giuseppe Bortolussi, che ha comparato i prezzi alla produzione con quelli al consumo.
E le note piu' dolenti arrivano per gli italiani dai prezzi alla produzione.
A cominciare dai prodotti petroliferi che dal novembre 2006 al novembre 2007 sono aumentati del 26,5% mentre.
Piuttosto significativo anche l'incremento dei prodotti alimentari, bevande e tabacco pari al +8, 2 %.
Mentre altri manufatti, compresi i mobili sono cresciuti del 2,9%; del 2,7 il legno e dell'1,3% i prodotti dell'industria tessile e dell'abbigliamento.
Le uniche voci in controtendenza sono quelle relative all'energia elettrica, gas e acqua (-1,5%) e al cuoio (-0,9%).
Nessun segno ''meno'', invece, per i principali indici dei prezzi al consumo anche se non si raggiungono le vette di incremento di quelli alla produzione.
La variazione piu' significativa giunge cosi' dai generi alimentari.
Dal novembre 2006 al novembre 2007 i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 3,9%.
E del 3,7% i prodotti alimentari incluse le bevande analcoliche.
Una crescita che e' stata meno della meta' di quella registrata dai prezzi alla produzione che, come abbiamo precedentemente citato, sono cresciuti dell'8,2%. Sono poi incrementati del 3% gli articoli e i servizi per la casa, mobili compresi.
Del 2,8% le spese per l'abitazione, acqua elettricita' e combustibili e dell'1,4% l'abbigliamento e le calzature.
L'analisi della CGIA di Mestre consente di analizzare anche la variazione di prezzo dei singoli beni del settore alimentare che tanto incidono sulla spesa degli italiani. Ebbene, tra i generi alimentari al dettaglio che hanno subito i maggiori incrementi (rispetto alla media registrata alla produzione pari, ricordiamolo ancora, al +8,2%) troviamo il pane (+11,8%), il burro (+ 10,6%) e le patate (+9,7%). Sotto la media, invece, gli aumenti della pasta (+7,6%), del latte (+6,3%), della frutta fresca (+5,2%), i formaggi freschi e fusi (+5,0%), le uova (+4,9%), il riso (+3,8%), la carne bovina fresca (+3,3%), il pesce fresco (+2,6%), gli ortaggi surgelati (+2,4%) e cosi' via. ''Questa analisi - conclude Bortolussi - ci obbliga a riabilitare la figura e il ruolo dei cosiddetti bottegai che spesso ingiustamente vengono indicati come dei veri e propri speculatori.
La realta' di questi dati, invece, dimostra il contrario.
Ad aver aumentato maggiormente i prezzi, e non sempre in maniera giustificata, sono stati, invece, i produttori''. red/mcc/ss