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GOVERNO: PRODI ALLE PRESE CON 3 EMERGENZE, RIFIUTI-CAROVITA-RIFORME

Con lunedi' 7 gennaio riprende esponenti istituzionali, parlamentari, politici e sindacali hanno staccato la spina.
E al suo ritorno a Palazzo Chigi dopo qualche sciata sulla neve il presidente del Consiglio, Romano Prodi, si trovera' alle prese con non pochi problemi che, se non affrontati per tempo e risolti, potrebbero trasformarsi in valanga per il suo governo. La prima questione, anche per ragioni di tempo, e' il confronto-scontro con i sindacati sull'emergenza salari e stipendi, sempre piu' inadeguati per larghe categorie di lavoratori di fronte al crescente costo della vita.
I dati sull'inflazione diffusi dall'Istat venerdi' 4 gennaio attestano per dicembre una crescita del 2,6% rispetto allo stesso mese 2006, mentre a partire da gennaio scattano aumenti in serie per tariffe e prezzi (dai treni alle autostrade, dalla luce al gas, dai prodotti alimentari alla benzina).
C'e' di che allarmarsi, e molto, per la fatidica 'quarta settimana', piu' volte proprio richiamata dal centrosinistra quando era opposizione e ora diventata la sua 'patata bollente'. Martedi' 8, a Palazzo Chigi, e' in programma un incontro governo-sindacati proprio sul come restituire potere d'acquisto a salari, stipendi e pensioni ed all'appuntamento i sindacati si presentano con 'l'elmetto in testa'.
Come ha detto ieri Guglielmo Epifani, leader della Cgil, ''e' necessario ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni e intervenire su prezzi e tariffe''.
Dal canto suo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede una trattativa con il governo ''no-stop'' perche' ''non ci accontenteremo dei soliti sermoni e delle promesse''.
In base ai risultati di questi incontri, il prossimo 15 gennaio, ''i direttivi di Cgil, Cisl e Uil formalizzeranno l'eventuale proclamazione di sciopero''. Altrettanto chiara Renata Polverini, leader dell'Ugl. ''Non e' possibile aspettare - ha detto - l'ennesimo tesoretto per restituire dignita' al lavoro e agli stipendi degli italiani.
Ci aspettiamo che il governo ne prenda atto e che gia' nell'incontro dell'8 gennaio presenti azioni concrete per arrestare il continuo depauperamento dei salari e delle pensioni''. E Pierluigi Bersani, ministro per lo Sviluppo economico, ha cercato di dare assicurazioni ai sindacati.
''Dobbiamo fare di piu' - ha detto - su tre versanti.
In primo luogo, bisogna contrastare eventuali comportamenti speculativi; e a questo proposito abbiamo una nuova convenzione con la G.d.F., e la faremo funzionare.
In secondo luogo, occorre approvare rapidamente nuove norme di liberalizzazione in campi che possono compensare i settori piu' esposti alle tensioni internazionali.
Infine bisogna rafforzare i redditi da lavoro con operazioni in materia contrattuale e fiscale''.
La seconda questione e' l'emergenza istituzionale, ovvero la necessita' di fare le riforme, strettamente collegata con la verifica di governo. Questa, inizialmente fissata per il 10 gennaio, poi spostata piu' in la' nel tempo, tornera' molto probabilmente nell'agenda politica della settimana 7-13 gennaio a causa della forte fibrillazione provocata nel centrosinistra dalla polemica D'Alema-Veltroni a proposito della legge elettorale dopo che Dario Franceschini, vice segretario del Pd, ha presentato la sua proposta 'presidenzialista' per la riforma elettorale, con un sistema francese a doppio turno.
I 'piccoli' partiti dell'Unione hanno subito - come si dice - 'preso cappello' in quanto vedono avvicinarsi l'ipotesi referendaria (la Corte Costituzionale decidera' sull'ammissibilita' del referendum nella seconda meta' di gennaio), che molti temono e vorrebbero evitare.
Il che - come ha detto D'Alema nei giorni scorsi - potrebbe avere ripercussioni sul governo e la legislatura.
La verifica sara' un importante banco di prova per Prodi e l'Unione.
Ormai le divaricazioni tra i diniani e la sinistra della coalizione sono diventate enormi e ricomporre le fratture ed i dissidi degli ultimi mesi del 2007 potrebbe richiedere un'impresa titanica, anche perche' su di essa pende anche il problema del rifinanziamento delle nostre missioni militari all'estero, da votare ad inizio anno.
E non e' un mistero che, alla luce dell'inasprirsi della situazione in Afghanistan, la 'sinistra-arcobaleno' punti ad un nostro disimpegno da questo fronte sempre piu' caldo. E' molto probabile che anche la verifica, alla luce della situazione descritta, non si esaurisca in un solo incontro, ma che richieda piu' di qualche riunione per vedere se l'esperienza di governo puo' proseguire. Ultima emergenza, ma solo perche' e' esplosa con particolare virulenza in questi giorni, e' quella dei rifiuti in Campania.
Lo stesso capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a Napoli per qualche giorno di vacanza, si e' dichiarato ''allarmato'' per la situazione, che vede le montagne di spazzatura accumularsi ovunque con gravi rischi per la salute pubblica e le popolazioni locali in rivolta non appena nel loro territorio viene individuato un possibile sito per lo smaltimento dei rifiuti.
''Penso - ha detto il presidente della Repubblica - che il governo prendera' iniziative al massimo livello''.
Ed un'iniziativa del governo non puo' tardare, sia perche', come detto, e' a rischio la salute pubblica e la situazione e' gia' degenerata in scontri tra cittadini e forze dell'ordine, sia anche perche' il dossier-rifiuti in Campania sara' all'esame della Commissione Ue gia' lunedi' 7, alla prima riunione del vertice europeo. Come si vede il nuovo anno inizia all'insegna dell'emergenza.
Non solo per il governo ma per l'intero sistema-Italia. leo/mcc/ss