CORTE CONTI: ANCORA CORRUZIONE IN P.A.-MIGLIORA BILANCIO STATO(IL PUNTO)
La corruzione e' il male che affligge
illeciti si riscontrano anche nella gestione del personale,
per retribuzioni non dovute, falsi riconoscimenti di
invalidita', illecito conferimento di incarichi esterni,
assenze ingiustificate dal servizio.
E' l'ennesimo allarme
della Corte dei Conti per un fenomeno difficile da debellare,
allarme lanciato in occasione dell'inaugurazione dell'anno
giudiziario 2008.
Dal fronte della finanza pubblica, invece, si confermano i
segnali positivi.
I primi risultati di cassa del solo settore
statale appaiono ''in netto miglioramento'' e il presidente
dei magistrati contabili, Tullio Lazzaro, esprime un
''particolare apprezzamento'' per l'andamento dell'avanzo
primario, condizione essenziale per rafforzare il processo di
riduzione del debito.
Permangono ''distorsioni'' che possono
essere corrette ad ulteriore beneficio del bilancio
pubblico.
La corruzione nella P.A., dunque, resta la patologia da
sconfiggere.
Nel periodo 2001-2006 sono state emesse sentenze
definitive di condanna per comportamenti illeciti pari ad un
importo intascabile di oltre 487 milioni di euro.
Ma vi sono
state 'riparazioni spontanee' prima della fase dibattimentale
per 50,6 milioni, e durante la fase del dibattimento per
oltre 19,8 milioni.
Il procuratore generale, Furio Pasqualucci, ha illustrato
i risultati dell'attivita' giurisdizionale del 2007.
Permangono ''profili di patologia connessi all'attivita'
contrattuale, sia con riferimento alla realizzazione di opere
pubbliche, sia in tema di forniture di beni e servizi nonche'
nella materia sanitaria''.
Nel complesso il quadro che emerge
e' di ''corruzione ampiamente diffusa''.
La lista di fatti
riscontrati e' lunga: ''il ripetersi di fattispeccie di
mancata o incompleta realizzazione di opere, la mancata
utilizzazione di progetti, l'illecito ricoroso alla revisione
dei prezzi contrattuali, i danni conseguenti a indebite
sospensioni di lavori, gli interessi passivi derivanti da
ritardati pagamenti, gli acquisti o locazioni a prezzi
maggiorati''.
Il pagamento di tangenti e' correlato ad
''artifici e irregolarita' connesse a fattispecie della piu'
diversa natura, quali la dolosa alterazione di procedure
contrattuali, i trattamenti preferenziali negli appalti
d'opera, la collusione con le ditte fornitrici, la illecita
aggiudicazione, la irregolare esecuzione e l'intenzionale
alterazione della regolare esecuzione di applati di opere,
fornite e servizi''.
A questi comportamenti illeciti
''consegue il pagamento di prezzi di gran lunga superiori a
quelli di mercato o addirittura il pagamento di corrispettivi
per prestazioni mai rese''.
Sul fronte del bilancio pubblico la Corte dei Conti
riconosce i miglioramenti fatti ma punta il dito contro
distorsioni presenti nei contratti dei dipendenti, nei costi
della politica, nell'eccessivo ricorso alle consulenze, nel
fenomeno diffuso delle esternalizzazioni negli enti locali
senza considerare il rapporto costi-benefici.
Lazzaro parla di ''inadeguatezza della politica dei
redditi nel settore pubblico'' e spiega che una delle cause
risiede nel ritardo dei rinnovi contrattuali per cui, poi, si
amplia la base salariale sulla quale si applicano i benefici
dei nuovi contratti.
Inoltre, spesso si concedono aumenti di
stipendio non legati alla produttivita'.
Altro aspetto
negativo, il proliferare di posizioni dirigenziali senza che
vi siano adeguate responsabilita' e amministrazione di
risorse.
Un esempio di cattiva gestione, ha sostenuto Lazzaro, e'
il ricorso 'inappropriato'' che si e' fatto alla figura del
commissario straordinario per l'emergenza rifiuti.
La
conseguenza, ha spiegato, e' stata ''la
deresponsabilizzazione degli enti locali''.
Ulteriori 'distorsioni', venute alla luce nei controlli
svolti nel 2007 sono ''la mancata liquidazione di enti
inutili, la scarsa trasparenza nelle cartolarizzazioni, la
creazione di societa' pubbliche con il solo scopo di eludere
il patto di stabilita' interno o fare assunzioni senza
concorso''.
Nel mirino dei magistrati contabili anche gli enti locali,
con un aumento esponenziale delle pronunce nei loro
confronti.
Nel quinquennio 2003-2007 i provvedimenti sono
passati da 162 a 4.360.
Particolare attenzione e' stata
dedicata ai debiti fuori bilancio e al superamento dei limiti
previsti per l'indebitamento, all'esternalizzazione dei
servizi.
Un fronte nuovo di controllo che si e' aperto nei
mesi scorsi per la Corte dei Conti riguarda i contratti
derivati a cui gli enti locali fanno ricorso per la
ristruturazione del debito ma che possono comportare gravi
rischi per i bilanci.
Il pg ha pero' segnalato che
''l'intervento del giudice e' reso difficile dalla mancanza
di un danno attuale''.
lsa/cam/alf